Milano

Volenterosi a Milano? Ascioti (Azione): "Sia il Pd a mettere al tavolo gli alleati"

Il segretario cittadino di Azione e la sfida lanciata da Calenda: "Dice bene Sala, a Milano è compito del Pd. Primarie? Venti anni fa aggregavano i civici, oggi sono un regolamento di conti". L'intervista

di Nicolo Rubeis

Volenterosi a Milano? Ascioti (Azione): "Sia il Pd a mettere al tavolo gli alleati"

"Il sindaco Sala ha perfettamente ragione, è compito del Pd mettere al tavolo gli alleati". Il segretario di Azione a Milano Francesco Ascioti ragiona sulle alleanze, anche dopo le parole del segretario Carlo Calenda che ha chiamato a raccolta quelli che considera, sulla politica estera, i "volenterosi italiani", ossia Forza Italia, parte del Pd e Più Europa. "Una sfida che Calenda pone a tutti. Sulla politica estera cambieranno gli schieramenti" spiega Ascioti, che su Milano invita i dirigenti dem ad avviare una discussione "vera" sul futuro con le attuali forze di maggioranza. E sulle ipotetiche primarie, avverte: "Venti anni fa erano un modo per aggregare i civici. Oggi sono più un modo per regolare i conti nel Pd".

Ascioti, che ne pensa dell'appello di Calenda?

Dobbiamo levarci gli occhiali con cui abbiamo visto la politica italiana in questi 30 anni e guardare tutto da una prospettiva diversa. Calenda ha posto una grande sfida alla politica italiana. In virtù della politica estera cambieranno anche gli schieramenti, come è sempre successo nella storia. Per la prima volta dopo la caduta del muro di Berlino la politica estera è tornata centrale. E noi siamo convinti che il bipolarismo si schianterà su queste emergenze.

Il sindaco Sala ha sollecitato il Pd affinché inizi a mettere al tavolo tutti gli alleati. Vale anche per Milano?

Il Pd a Milano ha provato tre mesi fa a mettere al tavolo l'attuale coalizione. Ma ancora non c'è un ragionamento complessivo. Io rispetto il lavoro che fa il segretario del Pd milanese Alessandro Capelli, ma in questo momento, a parte le buone intenzioni, di concreto non è successo nulla. Anzi, siamo rimasti molto male per quello che è accaduto ieri.

Si riferisce alla presidenza della commissione contro l'odio?

Abbiamo proposto che diventasse un luogo idoneo anche per seguire i fatti legati all’antisemitismo, e abbiamo candidato Daniele Nahum, che consideravamo autorevolissimo per quel ruolo. Va sottolineato che tutta l’opposizione ha votato per Nahum eppure la presidenza è andata al Pd. Hanno applicato il Cencelli fino all'ultima goccia…

Per Milano siete contrari alle primarie per scegliere il prossimo candidato sindaco?

Quindici anni fa le primarie sono state un modo per aggregare i civici come Valerio Onida, Stefano Boeri e Giuliano Pisapia. Oggi sono una questione per addetti ai lavori e rappresentano più un regolamento di conti dentro al Pd che spaventa eventuali candidati della società civile. Dobbiamo chiederci: quale è il metodo con cui costruiamo il futuro? Chi coinvolgeremo? Dobbiamo cominciare una vera discussione con le forze dell'attuale maggioranza.

Quello dei volenterosi italiani può essere uno scenario anche per Milano?

In Parlamento, ma anche a Milano, noi siamo dove ci hanno messo gli elettori. E quindi in città siamo al fianco del sindaco Sala fino all'ultimo giorno. Chiaramente ci piacerebbe che questa esperienza di buon governo riformista possa continuare, ma deve essere davvero riformista. Viene sempre prima il progetto.

Cosa succederà se il Pd indicherà un candidato troppo radicale?

Se si arrivasse all'imposizione di un candidato radicale, allora non saremo noi che abbiamo fatto un passo indietro. Semmai, ci considereremo estromessi o comunque non messi nella posizione di dialogare. E questo sarebbe responsabilità di chi ha il dovere di mettere tutti intorno a un tavolo e coinvolgere.

Dopo il congresso di Azione e la visita della premier Giorgia Meloni, si è ricominciato a parlare di un vostro avvicinamento al centrodestra…

I politici che parlano di avvicinamento lo fanno in modo fazioso. Sono più intelligenti di così. Anche perché non possono non rendersi conto che la premier è venuta come ospite a fare un intervento. Accanto a Calenda, vorrei sottolinearlo, c'era l'ex presidente del Pd Paolo Gentiloni…

 







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