Milano

Wow Spazio Fumetto a rischio chiusura: non è stata rinnovata la convenzione con il Comune

Milano: il Museo del Fumetto senza sede dall'1 aprile? Le difficoltà economiche causate dalla pandemia e la denuncia del direttore Bona: "Il Comune ci chiede i soldi subito, ma da anni ci ha abbandonato"

di redazione

Wow Spazio Fumetto a rischio chiusura: non è stata rinnovata la convenzione con il Comune

A rischio chiusura Wow Spazio Fumetto, il Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano inaugurato 14 anni fa. Lo spiegano gli stessi gestori del museo, rivelando il mancato rinnovo della convenzione con il Comune che ne consentirebbe la permanenza nei locali di viale Campania 12. "Senza una risposta chiara e tempestiva dell’Assessore Sacchi e del Consiglio Comunale, il futuro del Museo sembrerebbe ormai segnato", raccontano.

La nota spiega che martedì 1 aprile, in occasione del 14esimo anniversario, sarò avviato  un primo tavolo per la raccolta firme e fondi per chi vuole sostenere il museo. "Si chiede una risposta ufficiale da parte del Comune, per sapere fino a quando potrà rimanere aperto, dal momento che sono previsti, come ovvio, impegni, eventi e mostre organizzati fino a fine gennaio 2026 (come è logico per qualsiasi museo)".

Quindi la spiegazione: "Dopo un ultimo incontro con i funzionari del Comune di Milano, la Fondazione Franco Fossati, che gestisce WOW Spazio Fumetto, annuncia che non è possibile rinnovare la convenzione con il Comune di Milano per la permanenza del museo nei locali assegnati 14 anni fa e ora in scadenza. Per una breve proroga e per una ridiscussione del contratto, di cui non si è comunque riusciti a parlare, è stato chiesto di incassare subito o coprire con una fideiussione bancaria il debito residuo di affitto, che ammonta a circa 180mila euro. La cifra era più alta, ma nel 2024 si è abbassata perché la Fondazione ha potuto già saldare parte di questo debito".

Le difficoltà economiche di Wow a causa della pandemia

La situazione è motivata in parte dalla crisi Covid e post Covid, ma anche dallo stato di totale abbandono in cui è stato lasciato lo stabile, con i visitatori costretti a tenere i cappotti a causa dell’impossibilità di accendere il riscaldamento in inverno (e bambini a fare laboratori nelle stesse condizioni) oppure a sopportare il caldo soffocante estivo per la mancata possibilità di attivare il condizionamento dell’aria.

"WOW ha sempre cercato di onorare i suoi conti, pagando (anche se a volte in ritardo o con rateizzazioni) l’affitto al Comune e ha fronteggiato fin dall’inizio pesanti carenze e problemi strutturali dello spazio, compresi costi energetici enormi e immotivati, allagamenti di acque e di fognature (che hanno causato ingenti danni economici e patrimoniali, disagi per i visitatori per problemi di riscaldamento e rinfrescamento, e perfino l’impossibilità di utilizzare nei modi previsti gran parte degli spazi), perfino atti vandalici verso la struttura".

"Sindaco e assessore non sono mai venuti a trovarci"

Quindi l'accusa: "Ma il Museo è completamente lasciato solo anche come istituzione, senza mai essere tenuto in alcun conto dal Comune.  Mai il Sindaco o l’Assessore in carica si sono presentati a una delle numerose inaugurazioni a cui sono stati invitati, compresa quella sulla grande mostra dedicata alla città di Milano e la sua narrazione attraverso maestri del Fumetto, allestita gli scorsi mesi grazie al solo aiuto di un bando di Regione Lombardia. Un’indifferenza istituzionale (peraltro senza costi) che ferisce, quando invece WOW Spazio Fumetto si è sempre impegnato a rispondere e partecipare a tante iniziative patrocinate dal Comune, dando il suo contributo con mostre, eventi e presentazioni: Book City, Prima Diffusa, Museo City ecc".

"Lascia inoltre quantomeno perplessi vedere che quando il Comune appoggia grandi eventi dedicati al mondo del Fumetto non si sente minimamente in dovere di coinvolgere il nostro Museo (se non gli servono prestiti o collaborazioni a titolo gratuito). La Fondazione e il Museo vantano gemellaggi e rapporti amicali con musei e istituzioni italiane e straniere da circa trent’anni. Il Museo ha realizzato al suo interno più di 200 mostre, tra cui moltissime gratuite, e oltre 50 in altre città, e ancora: 1.000 e più presentazioni ed eventi, campus estivi e un’attività didattica di primissimo livello che porta ogni anno migliaia di studenti a laboratori e visite guidate".

Il direttore Bona: "Siamo abbandonati a noi stessi da anni"

Luigi Bona, direttore del Museo e presidente della Fondazione Franco Fossati, dichiara: “è vero che abbiamo un debito verso il Comune, ma ci sono delle cause precise non solo semplici questioni economiche. Dopo 14 anni l’affittuario potrebbe anche trovare il modo per premiare una realtà così virtuosa, invece di pretendere sempre più soldi in cambio di uno spazio che segna il tempo in modo evidente e con impianti che non sono adeguati. Il museo ha dato priorità agli stipendi dei suoi cinque dipendenti (tutti giovani volonterosi e impegnati che ora rischiano di perdere il posto, non certo per decisione della Fondazione) oltre alle decine di collaboratori che lavorano costantemente per far funzionare la complessa macchina di un museo orgoglio della città. Il punto è che siamo abbandonati a noi stessi, e da diversi anni: per esempio la batosta del Covid (dove abbiamo ottemperato a spese nostre a tutte le disposizioni) ci è stata magnanimamente “sovvenzionata” scalandoci quattro mensilità del 2020 (come da disposizioni), ma non nel 2021 né dopo, perché morosi. Il Comune non ci ha più tenuti in nessuna considerazione, costringendoci ad arrivare a questo punto".

"Non sappiamo cosa sarà di noi dall'1 aprile"

Il 1° aprile scade la convenzione. "E non sappiamo cosa sarà di noi - prosegue Bona - Dal Comune ci fanno sapere che bisogna pagare punto-e-basta, subito e senza certezza di futuro. Anche lo stabile ogni giorno mostra seri problemi strutturali, che avrebbero facile risoluzione se solo ci fosse la volontà di risolverli insieme (interventi e costi che abbiamo sostenuto noi per 14 anni al posto dell’affittuario, anche per le ricorrenti emergenze, non ci sono mai stati neppure scalati dal debito). I costi delle bollette energetiche ci atterrano ogni mese, ma la nostra proposta di allestire pannelli fotovoltaici a nostre spese per abbattere i costi, fatta già nel 2012, non è stata presa in nessuna considerazione, come tante altre. Da cinque anni stiamo andando avanti solo con le nostre forze economiche, introiti che derivano dalla biglietteria (che grazie al cielo funziona bene confermando la voglia di fumetto che c’è in città e non solo), da qualche affitto di spazi, dall’attività didattica, dal piccolo bookshop e dal canone della caffetteria attigua, da pochi partner per lo più tecnici, da bandi non comunali".

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