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Criminalità a Bari. Introna: “autorità e cittadini facciano muro”
Assalti ai portavalori da film hollywoodiani, tentati omicidi durante le feste patronali, spari davanti alle scuole, criminalità in azione senza freni: davanti alla recrudescenza di eventi delinquenziali nell’area barese, il presidente dell’associazione Socialistideuropa Onofrio Introna si rende interprete della preoccupazione dei cittadini, rivolgendo un appello alle istituzioni. “La società civile – dice – si rivolge alla Magistratura, ai rappresentanti dello Stato, alle Forze dell’Ordine, che già fanno quanto possono e chiede un’attenta riflessione, per individuare possibili soluzioni”.

C’è da comprendere, secondo Introna, se si tratti di fenomeni isolati, riuniti causalmente nello stesso arco temporale o se non rappresentino un’offensiva prepotente della criminalità che torna ad imporre la propria legge sul territorio. “Ci sono segnali – aggiunge - che messi insieme creano non poco allarme sociale. I ragazzini che calpestano un giovane africano in piazza Mercantile, branchi di picchiatori in azione nel borgo antico, il ritorno del pizzo, chiesto perfino alle venditrici di sgagliozze: nella città vecchia si ripropongono situazioni che sembravano cancellate dalla movida notturna che per quanto chiassosa ha popolato vicoli e piazzette”.

L’auspicio è che restino fatti episodici, non collegabili, ma pur sempre capaci di intossicare pesantemente il clima della città, incidendo sulla qualità della vita di tutti.
Per questo, secondo Introna, non può che levarsi la richiesta al prefetto, al presidente della Regione, al sindaco metropolitano, alla magistratura e alle Forze dell’Ordine, di analizzare a fondo quanto accaduto, cercare di isolarne le radici e mettere riparo, riaffermando il primato della legalità, prima che i cittadini sprofondino nell’insicurezza, ritirandosi in casa e desertificando il centro, in orari da autentico coprifuoco.

E proprio ai cittadini va rivolto l’invito a non girarsi dall’altra parte, a denunciare senza remore i fatti delinquenziali e a non farsi frenare dal timore delle ritorsioni, riponendo fiducia incondizionata nell’operato delle Forze dell’Ordine e nella tempestività d’azione della Magistratura.
“Infine, ci sarebbe da chiedersi – è la conclusione di Introna – che fine abbia fatto la legge regionale sul contrasto all’azzardo patologico, che dovrebbe allontanare slot machine e sale gioco da scuole, centri di aggregazione, luoghi sensibili. Anche questo si lega in certi casi ad attività delinquenziali, si tratta di aspetti della stessa deprecabile illegalità”.