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Emiliano, trivelle trasversali
"Resistono a ogni governo!"

Il candidato eletto alla presidenza della regione Puglia, Michele Emiliano, ribadisce la ferma contrarietà alla concessione delle autorizzazioni alle trivellazioni nel mare prospiciente la Puglia, ma nel contempo precisa di non aver mai dichiarato, nel corso del vertice presso il Comune di Polignano, che “la lobby dei petrolieri sia agevolata da questo o quel governo”, come riportato oggi da alcune testate e da alcune note stampa, bensì di aver detto che “da anni si avvicendano i governi ma la questione delle trivellazioni nel Mediterraneo sta sempre lì, inspiegabilmente”.

Trivelle stop sea
 

A Polignano con Michele Emiliano, il Sindaco Vitto, Onofrio Introna, parlamentari ed alcuni consiglieri regionali, anche il Vicepresidente della Città Metropolitana di Bari e neo consigliere regionale, Alfonso Pisicchio, per "difendere la bellezza delle nostre coste e per dire no alle speculazioni delle multinazionali del petrolio".

Trivelle Pisicchio
 

"Lo scorso 8 giugno - ricorda Pisicchio - il Ministero dell'Ambiente, di concerto con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha autorizzato la Northern Petroleum ad effettuare delle prospezioni geosismiche per la ricerca di petrolio al largo del tratto di costa tra Bari e Brindisi. È, questa, una decisione scellerata, poiché mette in serio pericolo l'integrità della costa e dell'ambiente marino, oltre a rendere cani tutti gli sforzi e gli investimenti compiuti per la salvaguardia del patrimonio paesaggistico. Inoltre, trovo che il metodo adottato dal Governo in questo caso sia decisamente inappropriato: inserire l'autorizzazione a procedere in un decreto onnicomprensivo come lo "Sblocca Italia" non prevedendo un decreto ad hoc".

"La nostra Regione è ricca di bellezze naturali: solo salvaguardandole potremo dire di aver svolto al meglio il nostro ruolo di amministratori. ‪#‎DifendiamoLaBellezza‬, e invita ad aderire all'azione di sensibilizzazione: [Firma anche tu la petizione su: https://goo.gl/JtD6E3]".

In precedenza anche i Giovani Democratici avevano dato voce all'allarme: "Il nostro mare non si tocca. Abbiamo appreso con grande dispiacere e con rabbia l’approvazione del D.M. n. 105 del 08/06/2015 che autorizza la ricerca di idrocarburi, nelle acque pugliesi, nel tratto compreso al largo dei comuni di Polignano a Mare e Monopoli attraverso la tecnica invasiva dell’air gun".

GD Bari
 


"Nonostante il parere negativo della Regione Puglia - sottolineava il comunicato - il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha definitivamente autorizzato le prospezioni geosismiche finalizzate alla ricerca di petrolio a largo delle nostre coste, specie nel tratto compreso tra Bari e Brindisi. Una volta accertata la presenza di greggio, si procederà con interventi di trivellazione di un pozzo sul fondale".


Poi l'impegno: "La comunità pugliese non resterà inerme a guardare le proprie coste martoriate, e soprattutto ad assistere alla minaccia di una modifica irreversibile del proprio ecosistema marino e della fauna ittica, fiore all’occhiello di una Regione tra l’atro all’avanguardia in materia di itticoltura".

"Non lasceremo che la nostra vocazione turistico-paesagistica e il percorso di esaltazione dei parametri di eco-sostenibilità, già avviati, vengano stracciati a favore dell'estrazione di un irrisorio quantitativo di petrolio, che basterebbe a garantire il nostro fabbisogno per sole 8 settimane (fonte Legambiente)".

"Riteniamo che ricorrere ad investimenti pubblici per trivellazioni petrolifere rappresenti una scelta anacronistica e novecentesca. Vogliamo chiudere con un passato che ha visto la nostra terra deturpata ed inquinata, dove in nome del profitto si è proceduto alla distruzione di un intero ecosistema ed alla mortificazione di interi tessuti urbani, come accaduto a Taranto con lo stabilimento siderurgico ILVA". 


"Ci indigna non poco la mancanza di sensibilità istituzionale del Ministro Galletti nel non accogliere le puntuali osservazioni degli Enti Locali coinvolti, ma soprattutto l’assenza di visione di un piano energia e di efficientamento energetico per il Paese con la conseguente attuazione di interventi sporadici e disomogenei che non costituiscono fonte di ricchezza per la nostra terra, ma solo delle multinazionali straniere".

(gelormini@affaritaliani.it)