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Foggia è guerra continua. Ancora un ordigno per i Vigilante
Non si fermano le reazioni della malavita alla ‘mobilitazione’ contro le mafie di Foggia. La bomba contro un centro per anziani di proprietà del Grp. 'Santità+'
Le reazioni della malavita alla ‘mobilitazione’ contro le mafie organizzata di Libera a Foggia, qualche giorno fa, continuano a far sentire il loro ‘boato’ nel capoluogo dauno, che da tempo è letteralmente una città sotto assedio.
La notte scorsa l’ennesimo episodio: un ordigno rudimentale - a detta delle forze dell’ordine - è stato fatto esplodere a Foggia contro un centro per anziani di proprietà del gruppo “Sanità più”. La bomba è esplosa mentre all’interno del centro era al lavoro un’addetta alle pulizie, che è rimasta illesa ed ha dato l’allarme. L’esplosione ha provocato danni esterni alla struttura, danneggiando alcune automobili in sosta.

“Abbiamo sentito un forte boato e un rumore di vetri rotti, io abito di fronte”, dichiarano alcuni residenti di via Vincenzo Acquaviva, “Abbiamo sentito un rumore fortissimo, poi si sono rotti i vetri della scalinata. A Foggia stiamo in guerra”.
Oggi sarà a Foggia per una serie di incontri già programmati, Annapaola Porzio, la Commissaria straordinaria del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura.
Pare certo che il fatto sia strettamente legato al precedente del 3 gennaio scorso, quando un’altra bomba era stata fatta esplodere sotto l’auto di Cristian Vigilante, testimone in un’inchiesta della Dda contro la mafia foggiana, e responsabile delle risorse umane della residenza sanitaria assistenziale (Rsa).
“È chiaro che questo è un seguito alla bomba della scorsa volta”, ha detto Vigilante, arrivato sul posto con il fratello Luca, anche lui dirigente nello stesso gruppo sanitario ed attualmente trasferito sotto copertura dalla Polizia di Stato in un luogo sicuro.

In una nota diffusa, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha commentato: “Lo abbiamo detto apertamente in occasione della manifestazione “Foggia Libera Foggia”, al fianco di Don Ciotti, lo abbiamo ribadito ieri agli Stati generali dell’Antimafia Sociale, che abbiamo convocato con l’intento di condividere un percorso di interventi per il rafforzamento della responsabilità sociale in materia di prevenzione della criminalità: noi non ci faremo intimidire, reagiremo con tutta la forza che abbiamo alla violenza mafiosa e continueremo ad incoraggiare le tantissime realtà del territorio foggiano che giorno per giorno costruiscono percorsi di legalità”.
“È necessaria - ha aggiunto Emiliano - la mobilitazione di tutti. La criminalità mafiosa stritola la vita delle persone e incute enorme paura alle comunità, paralizzate dalla violenza. Non si può delegare solo alle forze di polizia e alla magistratura la lotta alla mafia. La politica e la società nel suo insieme devono interrogarsi su quello che accade in queste ore a Foggia. E dobbiamo mobilitarci. La Regione Puglia continuerà a stare al fianco e sostenere in tutti i modi possibili gli uomini e le donne che combattono la violenza criminale”.

Anche il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, ha ribadito: “Quanto accaduto in queste ore a Foggia è inaccettabile, è un attacco alla comunità e allo Stato. Siamo al lavoro con la ministra Lamorgese e il governo intero, per completare e rafforzare le misure di contrasto a questi vili attacchi criminali nel foggiano. A partire dall’accelerazione nell’apertura della DIA. Far esplodere una bomba contro un centro per anziani è da vigliacchi. Vigliacchi che saranno annientati. Lo Stato è vicino ai foggiani e darà un forte segnale a tutela della sicurezza di tutti”.
(gelormini@affaritaliani.it)