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‘Lectorinfabula 2020’, bilancio di un’esperienza di dialogo ‘a distanza’
XVI di Lectorinfabula sulla quale, come ha dichiarato il Presidente della Fondazione Giuseppe Di Vagno, Gianvito Mastroleo
Si dice che con il tempo si aggiusta tutto. Sarà così davvero? Ma poi, che cos'è in realtà il tempo? Da bambini il tempo si passa ad immaginare e giocare, crescendo si impara ad aspettare, e verso il sentiero del tramonto, invece, nostalgia e piacere accendono i ricordi. Allora il tempo può essere tutto, un ritmo, una speranza, un’illusione, una maturità, una conferma, una fragilità, una canzone. E perché no? Anche un festival!
Chiusa l’edizione XVI di Lectorinfabula sulla quale, come ha dichiarato il Presidente della Fondazione Giuseppe Di Vagno, Gianvito Mastroleo: "E' appena calato il sipario, in una stagione inedita negli ultimi settant’anni, non solo per il nostro Paese, ponendosi domande nel definire il tema generale: OLTRE il mondo che verrà".

"Un’edizione del tutto inedita nelle sue modalità - ha aggiunto Mastroleo - ma che ha coinvolto, e da protagonisti, intelligenze riconosciute e ascoltate anche oltre il piano nazionale. Una edizione straordinaria che ha riscosso una partecipazione ben al di là delle previsioni. Giovani e adulti, molte migliaia, incollati per ore davanti al proprio pc, ansiosi di conoscere e alla ricerca di una parola di speranza, ben oltre la retorica del 'tutto andrà bene'. E le risposte sono venute attraverso i contributi delle voci più autorevoli della cultura istituzionale, politica e scientifica del nostro Paese, di giornalisti assai ascoltati".
"Quando i primi di Aprile (e non era uno scherzo!) ci siamo ritrovati a dover ripensare l'idea di festival - ha ricordato Filippo Giannuzzi Direttore Scientifico di Lectorinfabula - di cosa sarebbe potuto accadere a settembre, di quale forma dare a Lectorinfabula, e in quali condizioni ci saremmo ritrovati (dalla agibilità pratica e logistica alle possibilità di spostamento), abbiamo cercato di tenere in piedi tutte le condizioni possibili, tutte le variabili, prevedendo sia il miglioramento che, al contrario, un peggioramento della situazione. Abbiamo cercato di prevedere tutti gli scenari ed è da qui, dalla idea precisa di non sminuire il programma e non penalizzare il pubblico è nata l'idea di non concentrare il festival come di consuetudine nell'arco di una settimana, bensì di svilupparlo lungo un percorso che è iniziato il 25 settembre e si è chiuso il 5 di dicembre. 6 appuntamenti/episodi durante il fine settimana”.
“Siamo partiti come è noto in modalità mista (presenza di pubblico e relatori con diretta su Internet) - ha sottolineato Giannuzzi - per poi ritrovarci esattamente a metà percorso senza più pubblico in presenza e con i relatori tutti a distanza, per le restrizioni previste nel DPCM di fine ottobre. Certo, non è stato facile ma eravamo attrezzati, mentalmente e tecnicamente, per questa possibilità, a questi cambi improvvisi di programma. E ci siamo riusciti. Portare a termine un progetto così lungo e articolato è stata una bella impresa”.
“Con quali risultati? Questa è una domanda difficile a cui rispondere in questo momento - ha spiegato Giannuzzi - i dati su Internet vanno presi e analizzati bene. Certo ci sono gli ascolti in diretta e le visualizzazioni, la cosiddetta "copertura" che è molto soddisfacente: su 142 incontri la copertura media è stata di 1131 visualizzazioni con un picco di 11.200 nell'ultimo episodio. Quando è stato possibile avere il pubblico in sala abbiamo registrato quasi sempre il totale dei posti a sedere per quasi 4000 presenze su 44 incontri”.

“Ma ripeto, questi numeri bisogna guardarli con molta attenzione, possono voler dire tutto e niente. Internet è ancora un mondo inesplorato per i festival culturali, e non so quanto ancora si potrà resistere a questa sbornia di collegamento e presentazioni su piattaforme online”.
"Avremmo desiderato, ma anche previsto - consapevoli della necessità di contribuire al superamento delle gravissime fratture che attraversa la politica - una maggiore partecipazione dei decisori politici - ha ribadito Gianvito Mastroleo - a loro però, purtroppo, non si poteva chiedere di più a cagione degli impegni connessi al loro ufficio, gravosi e concomitanti come mai in precedenza".
"Pensiamo già alla prossima edizione, con piena consapevolezza d’aver contribuito al consolidamento, nella sempre crescente fascia dei frequentatori di Lectorinfabula e degli amici della Fondazione Di Vagno - ha chiosato il Presidente - della coscienza civica e repubblicana, intorno alle difficoltà del Paese e alle crescenti disuguaglianze, assieme alla fiducia nel domani per la straordinaria forza del suo popolo".

“In attesa di poter ritornare ad una dimensione solida, in presenza, occupando con il dibattito pubblico le nostre piazze e i tanti centri storici di tutta Italia - ha concluso Giannuzzi - non possiamo che attendere l'anno che verrà, per ritornare al futuro. Probabilmente avremo imparato qualcosa, sicuramente ci sarà qualche novità, e molti aspetti innovativi”.
“È il bello dei festival culturali, È la sfida che ogni volta ci tocca affrontare, per migliorarci e offrire a un pubblico sempre più numeroso qualità del dibattito e interesse per le cose che ci riguardano tutti”.
(gelormini@gmail.com)