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Leo Palmisano: 'Stabilizziamo i precari della Regione Puglia'
La riflessione del Presidente di Ambiente e Lavoro sulla stabilizzazione dei precari nelle diverse realtà della Regione Puglia.
di Leonardo Palmisano *
Lo dico subito e fuori dai denti. Il centrosinistra deve stabilizzare i precari, deve occuparsi di far uscire dal precariato chi lavora in Regione. La stabilizzazione progressiva dei precari è necessaria per due motivi. Il primo, di ordine morale: non possiamo tenere sulle spine una coorte di lavoratori che vive nella speranza di poter dare continuità contrattuale a un lavoro già continuo. Il secondo, di ordine organizzativo e amministrativo: senza questi precari parte dell’attività regionale si bloccherebbe.
Non possiamo permetterci di fermare l’attività deludendo le legittime aspettative di chi lavora. Contestualmente, si dovrà provvedere ad individuare, d’ora in avanti, criteri selettivi simili a quelli adoperati dalle agenzie come l’Arti Puglia, dove il fabbisogno viene colmato con griglie di competenze per i candidati e con qualche certezza in più per la stabilizzazione futura.
Questo deve fare un governo di centrosinistra che si rende conto di come tutto il Paese sia sostanzialmente uscito dall’idea del concorso come unico filtro per il lavoro. È cambiata la normativa nazionale, perché la generazione dei precari con livelli di studio medio alti necessita di tutele e garanzie immediate, non di spendere la seconda parte della propria vita alla ricerca di una ricollocazione perenne.

In questo nuovo scenario, la Regione Puglia riuscirà a produrre fiducia in questi lavoratori che impieghiamo da diversi anni, non da mesi. Persone assunte con contratti costantemente rinnovati perché abbiamo bisogno di questi lavoratori. Diamo loro continuità per produrre fiducia e senso, perché il lavoro dà senso all’esistenza più di qualunque forma di reddito sganciata dall’occupazione.
In definitiva, se costruiamo un percorso di stabilizzazione e di nuova occupazione che non sia più una corsa ad ostacoli, daremo certezze dove l’attuale sistema produce vulnerabilità e forte incertezza sociale. Non dobbiamo mai dimenticare che il lavoro è il cuore del nostro programma di governo, e quindi ogni posizione volta a produrre o a replicare precarietà è contraria alla nostra idea di Puglia. Possiamo dunque stabilizzare i precari perché ce lo consente lo Stato e perché ce lo impone il buon senso.
* Presidente di Ambient e Lavoro