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Primarie centrosinistra Puglia, Palmisano: 'Ambiente e Lavoro'
L'intervista a Leo Palmisano candidato alle Primarie in Puglia nel centrosinistra, per la corsa alla presidenza della Regione.
Le Primarie del Centrosinistra, per il rinnovo della candidatura alla presidenza della Regione Puglia, non hanno ancora una lista completa di partecipanti, per la tensione che si registra nel Partito Democratico; oggettivamente gruppo di riferimento della compagine.
L’anomalia di un PD che sostiene la Giunta Emiliano, ma che non dà per scontata la sua candidatura per il secondo quinquennio, alimenta non poco una sorta di scoramento nel fronte che dovrebbe sostenerne una possibile riconferma.
Abbiamo chiesto a Leonardo Palmisano, candidato alle Primarie, come stia vivendo l’esperienza e cosa ci aspetta a fine estate?
Le primarie si terranno a metà novembre e io sarò il solo candidato ambientalista e di sinistra. Trovo singolare che qualcuno, senza più consenso, stia tentando di appiccicare la giacca di Renzi all’elettorato più radicale. La Puglia ha definitivamente chiuso con la stagione della Puglia Migliore, adesso servono volti nuovi e idee nuove a sinistra. Salvini non si sconfigge con le minestre riscaldate.

Da tempo riflessioni e interventi sono postati prima sui social e poi portati nei presidi predisposti della politica. Ad accentuarne il tasso conflittuale, contribuiscono anche i commenti non sempre opportuni. Il quadro non è sconcertante?
Ho letto numerose inesattezze e volgarità. Per questo mi sono tenuto lontano dalle polemiche agitate da una sparuta minoranza di cercatori di poltrone. Mi sarei aspettato proposte, temi, non veleni che favoriscono le destre. E invece non ho visto uno straccio di programma. Per fortuna ci siamo noi, con le schede quotidiane che compaiono sulla nostra paginafacebook ‘Ambiente e Lavoro Puglia’.
Quindi, analisi e proposta - si direbbe - continuino ad essere assenti dal confronto per le primarie, finora tutto centrato sulla data, sulle alleanze e sui marcamenti ‘a uomo’.
Le mie proposte vengono dall’analisi. Ho letto il rapporto Svimez e sono preoccupato per la Puglia. Non riusciamo a produrre lavoro nella manifattura, nelle fabbriche, ma nemmeno nel turismo e in agricoltura. Perdiamo giovani e occupati nei servizi, nella sanità, nel commercio. Come mai? Penso che ci sono dei responsabili dentro il centrosinistra degli ultimi quindici anni. Responsabili che dovrebbero tacere, per non farci perdere consenso.
Altro fronte sensibile: l’impotente contrasto alla Xylella e in particolare al vettore ‘sputacchina’, che sembra riuscire beffardamente a resistere ad ogni sforzo per debellarlo.
Ho a cuore gli ulivi come parte dell’antropologia del territorio, ma come siamo arrivati a consentire che la Xylella diventasse un’emergenza e che si impoverisse l’agricoltura è un mistero. Lo sappiamo da quando governava Vendola che c’era la sputacchina, ma in concreto cos’hanno fatto gli assessori all’agricoltura?

Così come risultano inefficaci e improduttivi gli interventi a Taranto sull’ex-Ilva, ora ArcelorMittal, per provare a conciliare salute e lavoro.
Rispetto all’Ilva, sono per la chiusura, accompagnata da un piano industriale europeo, che intervenga su Taranto per farla diventare una centrale euromediterranea di servizi, della logistica e del turismo. Con porto, aeroporto, strade e treni. Questo produrrebbe riconversione della manodopera pesante e sviluppo occupazionale con alte competenze. Lo dicono le nostre previsioni.
E sempre su Taranto, scoppia anche il bubbone rifiuti in arrivo dal brindisino. Come la vede?
Certo, poi c’è il tema dei rifiuti. C’è la discarica Burgesi, che è già un’emergenza. Penso che noi dobbiamo uscire dal sistema delle discariche e procedere verso una riduzione della produzione dei rifiuti. Sono mancate campagne antirifiuti nelle Aro e nelle provincie e città metropolitane, le faremo con il prossimo governo regionale. E troveremo con gli ambientalisti e con i movimenti la sintesi progettuale per non cadere più in emergenza e per produrre economia ed energia dai rifiuti.
(gelormini@affaritaliani.it)