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'Puglia digitale 2.0' le 7 sorelle IT
Al via l'industrializzazione
E’ la prima filiera produttiva dell’IT in Italia che ripropone le logiche delle filiere dei settori manifatturieri: specializzazione nelle diverse produzioni, pluralità di fornitori, economie di scala e un’entità che assembla e integra i vari componenti.

Si chiama ‘Puglia digitale 2.0’ ed è la piattaforma tecnologica presentata alla presenza dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Loredana Capone e nata grazie al contratto di programma sottoscritto nel 2013 – con un investimento di 12 milioni di euro tra pubblico e privato - tra la Regione Puglia e sette aziende del Distretto Produttivo dell’Informatica
Tre gli elementi distintivi della piat

Poi la possibilità di scelta per i clienti finali – cittadini, pubbliche amministrazioni e imprese – che, per dare soluzione a svariate problematiche (dall’assistenza socio-
Infine l’utilizzo della tecnologia ‘cloud’ che prevede la fruizione dei software attraverso il web con semplicità, immediatezza, tempi e costi ridotti. Questa caratteristica fa di Puglia Digitale 2.0 la prima filiera organizzata di servizi cloud in Italia, un vero e proprio ‘ecosistema’ in cui le impreseaderenti collaborano, tramite la pubblicazione e la composizione di servizi digitali, alla generazione di valore per il territorio.

Puglia Digitale 2.0, che in due anni ha già consentito l’ingresso di oltre 70 occupati nelle sette imprese del Distretto (composto da circa 100 imprese per 4.000 addetti e 800 milioni di fatturato), mira a conferire maggiore competitività alle imprese che fanno parte del sistema e a proporresoluzioni più convenienti e innovative a privati e pubbliche amministrazioni che utilizzeranno la piattaforma. Su quest’ultima sono già presenti applicazioni e servizi che permettono, ad esempio, di operare con la firma elettronica avanzata, calcolare indici relativi a determinate patologie, ricevere informazioni in tempo reale sul traffico urbano o su interruzioni di servizi pubblici.

"’Puglia digitale 2.0’ – ha spiegato Gianni Sebastiano, presidente del Distretto Produttivo dell’Informatica Pugliese e CFO di Exprivia, capofila del progetto – è il risultato di una virtuosa collaborazione tra università pugliesi e imprese del Distretto che, nelle fasi della ricerca e dell’implementazione della piattaforma, hanno vissuto, nonostante la crisi, una rilevante crescita dell’occupazione. Il progetto amplifica le opportunità di lavoro per queste e per le altre aziende pugliesi che vorranno aderire al progetto in quanto propone un modello di business mai intrapreso prima nel nostro settore. Puglia digitale 2.0 ha tutto per divenire un caso di successo a livello nazionale e un driver per la creazione di valore sul territorio; accanto all’ulteriore investimento delle imprese coinvolte è però indispensabile l’
"Con Puglia Digitale 2.0 si è stimolata – ha dichiarato Salvatore Latronico, presidente di Openwork,

l’impresa che si è occupata dell’integrazione dei servizi sulla piattaforma – la specializzazione e integrazione delle imprese IT pugliesi, a vantaggio della loro competitività sul mercato. Adesso, però, è necessario che gli utenti finali (pubbliche amministrazioni e imprese)credano in questo progetto sposando le sue logiche e adottando le soluzioni tecnologiche che esso può fornire. In altre nazioni si è riusciti a creare prodotti a forte contenuto innovativo, che eccellono sui mercati globali, dopo ricerca e sperimentazione le soluzioni proposte dalle imprese vengono utilizzate e perfezionate sul campo, consentendone l’industrializzazione. Oggigio

"Le tre università pugliesi - ha aggiunto Giusepp
(gelormini@affaritaliani.it)