Troia (Fg), crocevia di storia
celebra il suo Millennio
Matera (Basilicata) e Troia (Puglia) accomunate dalle celebrazioni all'insegna di storia, cultura e bellezza.
MT è la sigla degli eventi eccellenti del 2019 in uno degli angoli più suggestivi della Storia: quello che si allarga tra Matera (Basilicata), Capitale Europea della Cultura, e Troia (Puglia), che celebra i suoi mille anni da quando porta questo nome (nei mille anni precedenti si chiamava Aecae) e dalla ricostruzione voluta dal Catapano bizantino Basilio Boioannes nel 1019.
Un cammino nei secoli che può essere riassunto nei profili di alcuni dei personaggi che l’hanno segnato: da Diomede ad Annibale, dai vescovi Marco Ecano, Eleuterio e Secondino ai Catapani Costante II e Basilio Boioannes. Da Guglielmo II artefice della Cattedrale a Roberto il Guiscardo, Gualtiero Paleario e Federico II. Da Carlo d’Angiò, Ettore De Pazzis (unico pugliese tra i 13 della Disfida di Barletta) e Innocenzo da Imola a Giannozzo Pandolfini, Marco De Simone e Luigi Vanvitelli.
Da Girolamo Seripando (estensore delle norme del Concilio di Trento), Emilio Cavalieri, Pietro Frasa (scultore del Crocifisso miracoloso), Donato De Colellis e Francesco Solimena, a Carlo V, Alessandro VI (papaBorgia) e Giulia Guevara. Ma anche dagli episcopi Fortunato Maria Farina, Giuseppe Amici, Antonio Mistrorigo, Antonio Pirotto e Mario De Santis a Angelo Roncalli (futuro papa Giovanni XXIII) e Joseph Ratzinger (futuro papa Benedetto XVI).
E poi ancora, da Antonio Salandra (primo Presidente del Consiglio pugliese per l’Italia) a Donato Menichella (nato nella vicina Biccari), indimenticato Governatore della Banca d’Italia. Agli artisti Vincenzo Curcetti, Leon Marino, Salvatore Lovaglio e Pino Di Gennaro.
Per arrivare a Luciano Rezzolla e Salvatore Capozziello (tra gli scienziati ai vertici della scoperta delle Onde Gravitazionali), Bruno e Antonio Di Gennaro (fondatori e titolari della MAINA Panettoni), Alessio Viola (scrittore) e Giovanni Lo Storto (Direttore LUISS).
Celebrare un millennio o ricorrenze similari, di solito, non costituisce una meta, per quanto anelata, o un traguardo, quanto sofferto e con impegno conquistato. Fosse così, potremmo chiudere il libro della storia con un bel: “E vissero felici e contenti!”
Celebrare un millennio, ancor più se si tratta di un millennio successivo ad altri dieci secoli vissuti o trascorsi con altra insegna, è piuttosto un significativo giro di boa, che lascia alle spalle la traiettoria seguita, per affrontarne una nuova - spesso addirittura opposta - con prospettiva decisamente diversa rispetto a quella precedente.
Celebrare un millennio è l’occasione per favorire la consapevolezza comunitaria di quanto si è realizzato, sedimentato, talvolta mancato, nei secoli alle spalle, ma soprattutto per acquisirne una nuova, capace di intuire come e quanto quel passato - magari ricco di gloria - possa proiettarsi nel futuro, per esserne catalizzatore di spinte innovative e di rinnovati entusiasmi.
In altre parole, celebrare un millennio è l’occasione per fare bilanci: consuntivi da un lato, ma soprattutto programmatici e di indirizzo, per le nuove generazioni, dall’altro. In particolare, se motivo delle celebrazioni “Saranno i festeggiamenti dei mille anni di Storia e non l’immortalare il solo giorno della fondazione”.
Lo squarcio di un nuovo "Millennio", nel celebrare i fasti del passato, irradi di luce il sentiero di un futuro all'insegna di un rinnovato protagonismo storico. Un futuro sempre più ricco di curiosità, che sappia far fronte alla stanchezza dell'abitudine e all'accidiosa apatia della rassegnazione.
E allora, Auguri alla e dalla Città di Troia. Auguri ai e dai troiani d'ogni dove. Auguri dalla Storia, ma auguri in particolare ai giovani troiani di domani. Che la festa cominci. Che il canto sia corale, ma soprattutto: che sia un nuovo e meraviglioso inizio per tutti!
(gelormini@gmail.com)
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Pubblicato in precedenza. ‘Pentateuco Troiano’, valorizzare la storia e vivacizzare il turismo lento
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