Roma
Affair Raggi-Marra, il sindaco a processo per falso: il pm chiede 10 mesi

Chiesta la condanna a 10 mesi di reclusione per falso ideologico in atto pubblico
Raggi prepara il conto alla rovescia. Il pm chiede 10 mesi per falso ideologico: sindaco M5S al bivio, sabato 10 novembre il verdetto.
Virginia Raggi sospesa tra il presente di un processo ed il futuro, di un'eventuale condanna e possibili dimissioni. Mentre il Movimento non concede sconti, con Di Maio che annunciato che farà rispettare il codice, il sindaco si gioca in 24 ore la permanenza al Campidoglio, con il procuratore Paolo Ielo e il pm Francesco Dall'Olio che non mollano: chiesti 10 mesi di condanna. Impossibile, secondo la Procura, non sapesse della nomina alla direzione Turismo di Renato Marra, fratello di Raffaele, che all'epoca dei fatti (fine 2016) era capo del personale in Campidoglio.
"È Marra a predisporre il bando dell'interpello dell'ottobre 2016 per la nomina dei vari dirigenti, è Marra ad avviare l'attività istruttoria con la raccolta dei curricula ed è sempre Marra (ma la sindaca sapeva) a mettere la manina con il nome di suo fratello, che a pochi minuti dalla scadenza dell'interpello presenta la sua candidatura alla Direzione Turismo dopo aver ricevuto una telefonata dall'assessore al Commercio Adriano Meloni che gli fa (in anticipo) i complimenti. Poi per colpa dei soliti giornalisti probabilmente informati da qualche dirigente inalberato - spiegano i pm - la sindaca si infuria sulla storia dello stipendio di Renato Marra. E improvvisamente tutto quello che Raffaele aveva fatto fino a quel momento, prima come vicecapo di gabinetto vicario del sindaco e poi come capo del Dipartimento Risorse Umane, diventa 'tabula rasa'. Da semidio diventa un povero deficiente".