Roma
Ama licenzia i furbetti di Parentopoli. "Via 41 amministrativi e 23 autisti"


La riunione del consiglio di amministrazione d'urgenza di Ama ha dato il via libera al licenziamento dei dipendenti assunti nel 2008 a chiamata diretta tuttora in organico (37 su 41) e di 23 autisti assunti nello stesso anno. La decisione presa su proposta del presidente Daniele Fortini, alla luce delle motivazioni della sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Roma nei confronti dell'ex amministratore delegato e di alcuni ex dirigenti.
Fortini aveva annunciato la necessità di procedere al licenziamento dei 41 amministrativi risultati, al termine di una sentenza penale, di aver ottenuto un ingiusto vantaggio patrimoniale da una assunzione illegittima nella municipalizzata durante lo scandalo passato alle cronache come 'Parentopoli'.
"Stiamo esaminando la posizione di altri lavoratori, 23 autisti, che sono ugualmente nel corpo della sentenza, rigorosa e inappuntabile, che erano stati giudicati inizialmente inidonei e che per il Tribunale invece dolosamente hanno avuto, attraverso una correzione dei punteggi, l'idoneità che ha permesso loro di essere assunti. Anche questi lavoratori saranno licenziati. Saranno la struttura e il direttore generale a procedere subito, è una decisione importante che abbiamo assunto con umanità e coscienza. Non si tratta quindi di un licenziamento discriminatorio ma della presa d'atto di una sentenza rigorosa, inappuntabile e che dice esplicitamente che quelle persone stanno godendo di un vantaggio procurato da un'ingiustizia".
"Credo che l'atto che stiamo per assumere è un atto sicuro e legittimo e il giudice del lavoro non potrà che prendere atto della corretta condotta dell'azienda: siamo certi di essere dentro il solco della legalità e quindi ci assumiamo la responsabilità che dobbiamo rispetto alla conduzione dell'azienda, altro non ci interessa". Cosi' il presidente di Ama, Daniele Fortini, a margine dell'Assemblea capitolina, in merito alla proposta nel cda del licenziamento dei lavoratori assunti con Parentopoli, a chi gli chiedeva se l'azienda temesse eventuali cause risarcitorie. "E' possibile che il giudice del lavoro, a cui penso queste persone faranno ricorso, valuti come dovrà nello stesso modo in cui abbiamo fatto noi, con coscienza e perizia e avvalendoci del contributo di accademici e di esperti giuslavoristi. Il Tribunale del lavoro - ha aggiunto Fortini - valuterà nell'insieme e si determinerà nelle sue decisioni".
"Aspettiamo una convocazione - commenta il segretario della Fp Cgil di Roma e Lazio, Natale Di Cola - certe questioni si potevano affrontare con prudenza e senza gettarle in pasto alla stampa con tanto clamore, proprio mentre si affrontano passaggi complicati. Ci siederemo con serietà a discutere - assicura - perché siamo i primi a volere il ripristino della legalità in Ama. Ma rammarica constatare di essere stati lasciati da soli in questi anni, quando chiedevamo una svolta e fornivamo al Sindaco Marino dossier e denunce che avrebbe dovuto sostenere. Richiedevano coraggio e lo scontro con avversari ben più forti dei lavoratori in questione. Avremmo voluto, ad esempio, vedere messa in campo la stessa forza nel rimuovere, come chiedevamo, i dirigenti che hanno prodotto il disastro dell'era Panzironi, a partire da Fiscon. Ma per quello abbiamo dovuto attendere la magistratura. Il cambiamento si pianifica e si mette in campo con tempestività, non si improvvisa - conclude Di Cola - E non si pratica solo colpendo gli obiettivi più semplici. Ci vuole ambizione e la forza di colpire in alto".