Roma
Asili e maestre violente: riconoscere i segnali dei bambini. La guida

Occhi puntati sui bambini: il decalogo di Maura Manca presidente dell'Osservatorio Adolescenza
Maestre violente negli asili, come riconoscere i segnali dei bambini. “Indagini, filmati, testimonianze hanno portato alla luce veri e propri episodi di violenza verbale, psicologica e fisica subiti dai bambini nelle scuole dell’infanzia o al nido”.
L'allarme arriva dal portale prevenzione-salute.it che ha intervistato la psicoterapeuta Maura Manca, presidente dell'Osservatorio Nazionale Adolescenza. Spiega la presidente: “Il problema purtroppo è molto più esteso, ci sono troppe condizioni di negligenza educativa, di forzature, di punizioni nelle scuole dell’infanzia. Vedo quasi quotidianamente adulti e adolescenti segnati da un qualche tipo di esperienza negativa vissuta in queste strutture nei primi anni di vita, che custodiscono ancora segretamente dentro con dolore e sofferenza”.
La psicoterapeuta ha creato una guida per aiutare i genitori a capire i segnali di disagio del bambino:
Fare attenzione quando il bambino cambia idea in maniera abbastanza drastica o repentina sull’asilo o scuola materna. Se per esempio non ci vuole più andare, fa le storie per alzarsi, vestirsi, uscire di casa e/o entrare dentro.
– Attenzione ai disegni e al gioco, molto spesso i bambini esprimono attraverso questi due canali comunicativi ciò che hanno dentro, tra cui paure e disagi.
– Non assumere mai un tono inquisitorio tipo “ti hanno fatto”, “ti hanno detto”, “ la maestra così….”. Non parleranno. Chiedere le cose sotto forma di racconto, farsi fare degli esempi esplicativi. Un giorno un bambino mi raccontava che a scuola facevano il gioco della sedia. Io gli chiesi in cosa consistesse ed è emerso che era un gioco punitivo in cui il bimbo quando faceva qualcosa di sbagliato veniva messo come alla gogna davanti ai suoi compagni e sgridato davanti a tutti. Il genitore, riprendendo questo esempio, non si deve fermare a dire “o che bello avete fatto il gioco della sedia”, ma deve andare oltre e chiedere spiegazioni con calma e tranquillità perché altrimenti il piccolo si blocca.
– Capisco che vi aspettiate che vostro figlio in caso di necessità si rivolga direttamente a voi e vi racconti tutto quello che gli succede ma non è così, anzi, tante volte è lui che si aspetta che voi sappiate cogliere i suoi segnali e che lo capiate prima che lui proferisca parola.
– Non sempre i bambini esprimono attraverso le parole il loro disagio, a volte utilizzano il corpo come spesso accade quando somatizzano ciò che subiscono. Attenzione quindi a frequenti malattie, mal di testa, mal di pancia, al fatto che lasciano la merenda, che non mangiano, che non dormono o dormono male e che magari fanno brutti sogni".
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