Roma

Atac, Raggi: “Il referendum si farà. Con i privati biglietto a 4 euro”

Magi replica: “Oggi i soldi sul servizio li fanno i privati e i debiti restano ai cittadini”

Atac, il referendum cittadino sulla messa a bando del trasporto urbano pubblico "si fara', non c'e' dubbio".

 

Lo ha detto il sindaco di Roma, Virginia Raggi, in collegamento con il programma 'M' in onda su Rai3, rispondendo cosi' al segretario di Radicali Italiani, Riccardo Magi.
Dunque, nonostante l'approvazione della delibera che proroga l'affidamento in house all'azienda dei trasporti capitolina fino al 3 dicembre 2021 per bus, filobus, tram, metropolitane, il referendum chiesto dai Radicali e per il quale il Comitato Mobilitiamo Roma ha raccolto le firme necessarie, si dovrebbe comunque svolgere. La data dovrà essere indicata dal Campidoglio entro il 31 gennaio.

Il sindaco durante l'iintervista televisiva ha spiegato: "Le condizioni nelle quali versa l'azienda le avete descritte, era stata lasciata da quelli 'bravi' in una situazione di semi-coma. Quello che vogliamo fare noi e' che Atac fornisca un servizio che rimanga pubblico. Noi stiamo cercando di risanare questa societa', che gestisce 12mila dipendenti, anche in ragione di tutti i soldi che il Comune ci ha messo dentro. Dopo averci messo tutti questi soldi noi che facciamo: svendiamo il servizio ai privati? Poi che diciamo ai cittadini quando il privato dira' che le linee non remunerative, quell di periferia, costera' 4 euro? I soldi non ce li devono fare i privati soprattutto sulla pelle dei romani".
Raggi ha detto inoltre che "un esempio di privato fallimentare gia' lo abbiamo: Roma Tpl infatti, che gestisce il 20% del servizio, spesso non paga regolarmente gli stipendi ne' rispetta il contratto di servizio".

La replica di Magi

"Al contrario di quanto dice la sindaca e' oggi che i soldi sul servizio li fanno i privati, mentre in capo al pubblico restano il debito e i disagi dei cittadini. Nel momento in cui si fa la gara il pubblico stabilisce quanto, a che ora e a quale costo si fanno passare i bus in periferia, nelle mani del pubblico rimane la programmazione strategica del servizio".