Roma

Buzzi si autocondanna: "3 anni e 9 mesi". Patteggiamento per evitare il carcere duro

Salvatore Buzzi, il presidente della cooperativa '29 giugno' in carcere dallo scorso dicembre per 'Mafia Capitale', ha chiesto nuovamente alla procura di poter patteggiare la pena: tre anni e 9 mesi di reclusione oltre a 1000 euro di multa, come conseguenza delle imputazioni di associazione per delinquere semplice, corruzione, turbativa d'asta e intestazione fittizia di beni. Resta fuori l'aggravante del metodo mafioso che il suo difensore, l'avvocato Alessandro Diddi, ritiene insussistente e che invece i magistrati ritengono di dover contestare considerando Buzzi il capo, assieme all'ex Nar Massimo Carminati, di un'associazione che si avvale della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà per commettere una serie di reati.

Contestualmente Buzzi, che figura tra i 59 imputati nel giudizio immediato che comincerà il 5 novembre prossimo, ha chiesto la revoca della custodia cautelare in carcere. La palla ora passa alla procura di Roma la quale, difficilmente, esprimerà un parere positivo. A metà giugno i pm bocciarono un'analoga richiesta di patteggiamento di pena avanzata da Buzzi (a tre anni e mezzo) che da allora avrebbe avviato una sorta di percorso collaborativo rendendo ben cinque interrogatori che, pero', non hanno convinto del tutto gli inquirenti.