Roma
Casa delle donne, niente sgombero ma il bando si fa. Koch: “Nulla di buono”
Verranno messi al bando i servizi offerti dalla Casa delle Donne. A giugno un nuovo tavolo sul debito da 800 mila euro
La Casa delle Donne non chiude, ma arriva il bando pubblico per i servizi.
Una vittoria di Pirro, quella delle responsabili della Casa che escono affrante dall'incontro a palazzo senatorio: “Non è andata bene dal nostro punto di vista, l'unico dato positivo è che era presente anche la sindaca”, ha dichiarato Francesca Koch, presidente dell'associazione.
"Loro dicono che troveremo una soluzione - ha riferito Koch - ma il bando si farà perché dicono che é un obbligo di legge. La posizione della sindaca soprattutto all'inizio era di totale sostegno alla mozione Guerrini. Noi chiedevamo risposte sulle nostre proposte mentre la giunta tentava continuamente di spostare il dibattito sulla mozione Guerrini, che per noi è molto pericolosa. L'assessore al Patrimonio si è impegnata a non effettuare alcuna azione di sgombero e dobbiamo crederle".
Una messa al bando che provoca lo sdegno di molti, visto che la Casa opera a Roma da 30 anni e ha aiutato e sostenuto migliaia di donne. Nella serata di lunedì, in piazza sono scese in centinaia per manifestare contro la chiusura e mostrare vicinanza alle organizzatrici dei servizi e degli appuntamenti culturali dell'associazione. Tra le altre anche l'ex presidente della Camera Laura Boldrini, le scrittrici Dacia Maraini e Lidia Ravera, le attrici Serena Dandini, Sonia Bergamasco, Veronica Pivetti, e la conduttrice tv Elena Di Cioccio.
Rimane ancora da discutere il nodo sul debito da 800 mila euro che la Casa ha maturato nei confronti del Campidoglio. Su questo tema, il tavolo politico si riaggiornerà il mese prossimo, dopo che gli uffici del Comune di Roma avranno completato l'analisi tecnica. Il debito, che corrisponde ai canoni arretrati di locazione dello stabile, potrebbe essere rimodulato, scomputando alcune voci tramite il riconoscimento di un valore ai servizi fatti dalla Casa alla città e alle migliorie apportate all'immobile.
Il punto di caduta della trattativa auspicato dal Campidoglio è quello di arrivare ad un nuovo bando, l'affidamento attuale al Consorzio termina nel 2021, costruito anche assieme alle realtà che già oggi operano all'interno della struttura.