Roma

Cento famiglie senza acqua potabile. Vergogna Acea, l'Africa è a Roma

Centinaia di famiglie senza acqua potabile da sempre. Costrette a bere acqua che viene dai pozzi scavati all'inizio del secolo scorso senza però abitare su qualche montagna sperduta. E con loro decine di attività produttive per le quali l'assenza id acqua pesa più di una tassa.
L'Acea dei miracoli, la spa al 51 per cento del Comune di Roma li ha dimenticati, anche se vivono in una zona urbanizzata all'interno del Raccordo Anulare e non in in una periferia costruita abusivamente. A Tor Pagnotta ogni casa è ciò che hanno lasciato gli agricoltori di un tempo, interi nuclei familiari che hanno vissuto per decenni accanto alle antenne di quella che una volta era il sistema dei ponti radio ex militari, poi Rai, e con la beffa di veder correre la condotta dell'acqua potabile a poche centinaia di metri dalle abitazioni. Insomma, se alcuni degli abili costruttori romani riescono a far portare i servizi di base come l'acqua prima ancora che abbiano ritirato le licenze edilizie, quel tratto di strada compreso tra via della Ceccignola e via Ardeatina vive come un paese dell'Africa. E questo perché vale la regola che se non ci sono abitazioni e residenti a sufficienza, gli investimenti sui beni primari non vengono mai realizzati.
Armati di grande pazienza, i residenti hanno affidato ad un portavoce, il signor Emanuele Belluzzo, l'ennesima letterai nidirizzata all'Ad di Acea Alberto Irace, alla presidente Catia Tomassetti e al presidente di Acea Ato2, Paolo Saccani. Lettera spedita il 24 novembre scorso e rimasta "morta" come tutte le altre.
Scrive il portavoce dei residenti: "La zona ormai da anni e in attesa di essere raggiunta da quel servizio primario e fondamentale che è l'acqua potabile. Tor pagnotta è un quartiere che si snoda tra via Laurentina e via Ardeatina, situato all'interno del GRA a una decina di Chilometri dal centro della città di Roma. Nella zona risiedono centinaia di famiglie e decine di attività commerciali che alle Soglie del 2016 si trovano prive di servizi fondamentali come l’acqua potabile e in alcuni casi anche della fognatura pubblica; tale situazione è quantomeno paradossale per una zona che si trova all’interno del GRA della città di Roma se si pensa che le adduttrici principali si trovano a poche centinaia di metri dai confini del quartiere. Dopo un iter lungo e interminabile, e dopo numerosi incontri avuti presso i vostri uffici, ad oggi non abbiamo ancora alcun cenno positivo in merito alla realizzazione della condotta idrica già progettata, già inserita nel piano investimenti, ed in passato già finanziata e poi stralciata dagli interventi esecutivi".
Come detto, lettera morta. Che fretta c'è di realizzare una condotta di poche centinaia di metri?