Elezioni Roma "irregolari". Il Pd ricorre al Tar
In caso di vittoria, il seggio verrebbe tolto ad uno dei partiti di opposizione
Riconteggiare le schede e i voti di preferenza delle elezioni amministrative che lo scorso 19 giugno hanno decretato la vittoria di Virginia Raggi. A più di un mese e mezzo dal risultato del ballottaggio, il partito Democratico va all'attacco con un ricorso al Tar in cui si denunciato le irregolarità e le incongruenze riscontrate in trentasei sezioni della capitale.
Il ricorso, datato 27 luglio, è stato presentato dalla Federazione Romana del Partito democratico di Roma contro Roma Capitale e la sindaca di Roma.
"Si ha motivo di ritenere che le operazioni di scrutinio siano state eseguite in modo non corretto e non conforme alla legge" si legge nel documento. Secondo il Pd "i risultati elettorali presentano delle incongruenze e delle anomalie che inficiano la loro stessa attendibilità".
"Infatti sulla base del conteggio delle schede e dei voti in esse espressi sono state irregolarmente individuate le cifre elettorali delle coalizioni, delle singole liste e dei singoli candidati al consiglio comunale, con conseguente altrettanto irregolare determinazione dei quozienti per l'assegnazione del numero dei consiglieri a ciascuna lista o a ciascun gruppo di liste collegate".
“Dalle anomalie riscontrate a noi risulta possibile una diversa ripartizione degli eletti. Nella sostanza al Pd spetterebbe un seggio in più”, spiegato il presidente del Pd e commissario dei dem a Roma, Matteo Orfini. Il seggio verrebbe tolto a una delle altre opposizioni, senza avere nessun effetto sui consiglieri 5 Stelle.