Roma
Il Centro si fa beffe della pandemia: l'immobiliare di pregio tiene botta
Presentati i dati di Engel & Völkers: cresce la domanda di affitto e locazione, a soffrire è il segmento legato alle strutture ricettive
Il mercato immobiliare di pregio a Roma, specie al Centro, ha retto il contraccolpo della pandemia nel terzo trimestre dell’anno. Lo rileva il Market Report di Engel & Völkers in collaborazione e con il supporto scientifico di Nomisma.
Ma ci sono stati, è vero, lievi cali dei prezzi e termini di negoziazione leggermente più favorevoli per gli acquirenti determinati a perfezionare l’acquisto. Nella Capitale, un dato positivo che ha contraddistinto la seconda parte dell'anno è stato un ritorno dell'interesse verso immobili di pregio in zone centrali e storiche. “Nel secondo semestre 2020 l’ottimismo indotto dalla risposta post-lockdown ha lasciato spazio, con il riproporsi dell’ondata virale, a una maggiore consapevolezza degli effetti profondi che la pandemia produrrà su bilanci familiari e aziendali. Il settore immobiliare sta senza dubbio affrontando oggi un quadro di lenta metabolizzazione, in cui il tracollo dello scorso anno andrà recuperato con pazienza e gradualità”, ha dichiarato Luca Dondi, Ceo di Nomisma. “Con riferimento al mercato di pregio delle due maggiori città italiane (Roma e Milano, ndr), il terzo trimestre, gravato da minori limitazioni alla circolazione, ha visto il concretizzarsi di operazioni compresse nei mesi del lockdown primaverile. La parziale ripresa è imputabile alla riconfigurazione della domanda, sia di acquisto che di locazione, verso immobili di dimensioni mediamente più ampie e localizzati in zone più vivibili e meno centrali. Rimane per contro penalizzato il mercato dei piccoli immobili, travolto dall’assenza della domanda di locazione e di conseguenza meno interessante anche per l’investimento.”
A Roma - spiega l'indagine - il mercato in generale e in particolare del Centro storico si è confermato particolarmente dinamico, con una domanda che si è fatta più esigente e determinata e un’offerta che per contro si è mostrata più disponibile alla negoziazione. Le quotazioni medie del secondo semestre 2020 sono rimaste tuttavia sostanzialmente invariate rispetto ai primi mesi del 2020, senza una flessione generalizzata dei prezzi. L’emergenza sanitaria ha determinato però una battuta d'arresto della domanda per investimento, che in questa area della città era spesso focalizzata sulla realizzazione di B&B e di piccole/medie strutture ricettive. La domanda da parte degli acquirenti esteri è rimasta sui buoni livelli dello scorso semestre, con la conferma di maggior interesse verso immobili di pregio, nelle zone centrali di prestigio e di maggiore interesse storico. Sul fronte della locazione, infine, la domanda si è mostrata altalenante e direttamente correlata alle prospettive legate alle riaperture e alle restrizioni delle attività, e si è spostata anche verso le aree semicentrali che offrono metrature più ampie e spazi aperti.