Roma
Il Mausoleo di Augusto "puzza di bruciato". Offerte anomale, rinviato il restauro
Sembra non esserci speranza per il Mausoleo di Augusto. Chiuso al pubblico da oltre 80 anni, lo splendido edificio fatto costruire dall'imperatore Ottaviano Augusto nel 29 a.C versa in uno stato di abbandono permanente, circondato da erbe alte e da un orribile recinzione di metallo, e ora arriva un nuovo rinvio per l'apertura del cantiere di restauro, atteso a lungo. Nei piani dell'ultimo governo Berlusconi, in particolare dell'allora sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro, il monumento doveva essere completamente recuperato e rilanciato per le celebrazioni del bimillenario della morte di Augusto, ovvero nell'agosto 2014. Non se ne fece nulla e, ironia della sorte, si allagò proprio in quei giorni per una perdita a un tubo che provocò le ire dell'ex sindaco Ignazio Marino.
Le cose sembravano risolversi nell'ottobre del 2015, con la donazione di 6 milioni da parte di Telecom, annunciata con grande soddisfazione dal primo cittadino, quasi dimissionario. In quell'occasione fu anche confermato che la prima tranche dei lavori (compresa la messa in sicurezza del monumento, indispensabile per la riapertura al pubblico) sarebbe iniziata questo mese. Non sara' cosi'. A quanto apprende l'AGI dalla sovrintendenza capitolina, l'apertura del cantiere e' stata infatti rinviata perche' "molte delle oltre 100 offerte pervenute sono anomale, troppo basse". Occorrera' quindi "istituire una commissione ad hoc per valutare queste offerte e, eventualmente, rigettarle", ottemperando a quanto stabilito nel dpr 207/2010. "Ovviamente la procedura si allunga", spiegano dalla Sovrintendenza sottolineando che si tratta di un "atto dovuto". La maledizione prosegue.