Roma
"Il Pd dilaniato dalle liti e poche idee". Lo sfogo della Bonino: "La resa dei conti"

"Dal dibattito mi pare che finora si parli poco di Roma, dei problemi e delle soluzioni, si parla soprattutto dello scontro interno al Pd e tra Pd e sinistra. Quella in corso in molte città, ma in particolare a Roma mi sembra una resa dei conti all’interno dei partiti al di là dei problemi che un sindaco si troverà ad affrontare. Nella Capitale serve un fortissimo dato di discontinuità".
E’ quanto ha affermato Emma Bonino intervenendo a Radio Radicale.
"Quando hanno avuto responsabilità i Radicali hanno sempre garantito buona politica e buona amministrazione: penso ai due consiglieri regionali Berardo e Rossodivita, alla breve stagione di Rita Bernardini, a Marco Cappato al comune di Milano, ma a Roma è certamente all’attività di Riccardo Magi in Campidoglio che bisogna guardare come espressione di quello che i radicali sanno fare quando stanno nelle istituzioni. Magi ha evidenziato come Mafia Capitale non abbia mostrato solo il saldarsi della criminalità politica con criminalità organizzata, ma un vuoto di capacità di governo in alcuni settori chiave dell'amministrazione come l’accoglienza, la questione rom, i servizi sociali e i servizi pubblici".
"Problemi tutt’altro che risolti - prosegue la Bonino - Proprio su questi temi i radicali in questi tre anni si sono impegnati dentro il Comune, ma anche fuori con l’iniziativa 'Accogliamoci' che ha raccolto 7 mila firme sulle delibere popolari per importare le migliori pratiche europee sia nell'accoglienza, sia per il superamento dei campi rom. Quindi la presenza radicale non solo ha fatto esplodere dei problemi ma ha indicato anche delle soluzioni" ha proseguito Bonino.
C’è poi il contributo radicale per far tornare i cittadini a partecipare alla vita politica, con i referendum cittadini, per esempio il referendum sulle Olimpiadi ma anche quelli di Cappato a Milano possono essere un modo non rabbioso ma legalitario per reinteressare i cittadini. Roma è anche capitale quindi bisogna avere anche una visione di una città che sappia competere con Parigi e Berlino. Proprio per questo, nella difficoltà che si troverà ad affrontare Giachetti, spero che la sua volontà di dialogare con noi si manifesti e velocemente anche per uscire dalle pastoie delle polemiche interne di partito che certamente che non fanno bene. Secondo me Roberto è assolutamente cosciente del contributo di discontinuità e buona politica. Certamente non siamo identici o sovrapponibili, la nostra sintonia con lui dovrebbe essere meno automatica, ma parlarsi è importante. E’ chiaro che Roberto non sta in una situazione facilissima a Roma, penso che il nostro contributo possa trovare sinergie di credibilità e buona amministrazione utili per Giachetti e per la città".
In merito alla candidatura di Giachetti, Bonino afferma: "Credo che Roberto sia il più adeguato a riprendere in mano la città, certo non da solo, e a riportare Roma a una situazione non solo di legalità, ma anche con una prospettiva per i cittadini e con una visione della capitale che vuole essere. Mi sembra quello che può farcela, tra mille difficoltà, proprio perché penso alla sua tenuta e alla sua storia".
A chi le chiedeva un paragone con le elezioni del 2010 che l’hanno vista candidata alla presidenza della Regione Lazio, Bonino ha risposto: "Se guardo ai risultati di quelle elezioni, la mia candidatura ha vinto in tutti i collegi, anche quelli dove non si credeva di vincere. Il problema sono state le lotte intestine interne al Pd e in qualche provincia, spero non si ripeta, per Roma e per la candidatura di Giachetti, anche se le avvisaglie portano esattamente nella direzione opposta. Penso che il contributo che possiamo dare sia importante anche per non ripetere storie di mancate vittorie o di prevedibili sconfitte che la sinistra o il Pd in particolare ha già espresso in questa città".