Roma
Il ragionier Fantozzi è pronto a tornare. Gli errori dei film emergono dal restauro





di Patrizio J. Macci
Francesco Schietroma, studioso e filologo dell'opera "fantozziana" all'Auditorium di Roma per celebrare Villaggio e la resurrezione del personaggio Fantozzi in occasione della presentazione in alta definizione delle prime due pellicole, "Fantozzi" e "Il Secondo tragico Fantozzi", svela segreti e dettagli poco noti delle due pellicole. Fantozzi tornerà nel 2016.
Lei è l'unico fumettista italiano che lo ha rappresentato graficamente ricevendo l'imprimatur di Paolo Villaggio nel volume "Fantozzi Forever" (Cairo Edizioni), ci sono dettagli mai visti che risaltano dalla visione delle pellicole in alta definizione dei primi due titoli di Fantozzi. Può indicarcene alcuni?
"Alcuni sono macroscopici e non potranno sfuggire anche all'occhio più distratto: come il labiale di Fantozzi, che nel "Secondo tragico Fantozzi" pronuncia visibilmente Corazzata "Potemkin", poi subito doppiato in "Kotionkin" per problemi di copyright. Problema che indusse Salce a rigirare egli stesso le scene in bianco e nero del film di Ejzenstejn, rivelando così qualità tecniche talmente straordinarie da aver reso pressochè indistinguibili i suoi falsi rispetto all'originale russo. Quando invece sono gli impiegati a ripetere tale scena, si nota che il 'giovinetto' che cade sotto i colpi dell'artiglieria, altri non è che Plinio Fernando, alias Mariangela. La limpidezza d'immagine, conferita dal restauro, consente di notare anche l'utilizzo delle controfigure, sopratutto quella personale di Villaggio: il mitico Clemente Ukmar. L'alta definizione non perdona".
Perché secondo lei dopo quarant'anni Fantozzi continua ad essere un mito?
"Perché è un archetipo, e in quanto tale non è soggetto al passare del tempo. Fantozzi è una maschera della Commedia dell'arte, cambia il mondo, cambiano gli scenari, ma l'identificazione dell'uomo comune con il personaggio rimane immutata nel tempo: l'italiano medio continua a vedere le analogie tra sue sofferenze e quelle dello sfigato impiegato".
Lei ha disegnato Fantozzi a fumetti, un cambio di medium radicale rispetto al cinema. Qual'è stata la difficoltà maggiore che ha incontrato?
"Farlo accettare all'editore! È stata una scelta naturale perché la forma della graphic novel unisce in maniera perfetta l'origine libresca del primo Fantozzi (ricordiamo che uscì prima il libro) e l'anima slapstick, cioè quella comicità fisica e cartoonesca che Villaggio, per primo in Italia, volle usare nel cinema".
Paolo Villaggio è un po' Fantozzi? Lei ha trascorso mesi con il maestro per disegnare le tavole, e ottenere il suo imprimatur. Ci può raccontare qualche episodio fantozziano della sua privata?
"Lo è, ma è anche il suo contrario. Alterna momenti in cui è Fantozzi a momenti in cui è il Megapresidente Galattico. È ambivalente, contraddittorio e geniale. Del resto anche nei film Villaggio è sia il vessato ragioniere, che l'arcigna voce narrante: due sfaccettature diversissime di un unico universo umano, assai ricco e vasto".
Qualè a suo avviso l'attore dei film di Fantozzi che Villaggio ha amato di più, quello del quale parla più spesso?
"Giuseppe Anatrelli cioè il geometra Calboni, un personaggio cialtronesco che l'attore incarnava in maniera perfetta. Purtroppo l'interprete è morto subito dopo la fine delle riprese del terzo film e Villaggio ne parla sempre con grande rimpianto e nostalgia. Non per nulla il suo personaggio, dopo un goffo tentativo di rimpiazzo nel quarto film, è scomparso assieme a lui. Da notare che, assieme a Gigi Reder, Anatrelli è l'unico attore del cast fisso ad essere scomparso. Dopo quarant'anni dall'esordio gli attori dei primi due film di Fantozzi sono tutti in vita".
So che lei non può sbottonarsi sull'argomento, ma si mormora che nel 2016 Fantozzi tornerà a vivere e questa volta non si tratterà di un film rieditato. Si parla di qualcosa completamente nuovo, può dirci nulla in merito?
"Fantozzi è uno dei personaggi più amati del cinema e della letteratura italiana, questo quarantennale ha risvegliato un interesse nei confronti del personaggio che dal 1983 non ha più avuto nuove avventure nella contemporaneità con l'eccezione del mio fumetto. Non posso dirvi di più, per ragioni di riservatezza, ma di sicuro posso preannunciarvi che qualcosa bolle in pentola: il 2016 sarà l'anno del ritorno di Fantozzi".