Roma
Il Tar getta il Comune di Roma nel caos. Il "debito" rimane senza commissario
Non bastava il debito "montre" che pesa sulle casse del Comune di Roma, ora i giudici amministrativi del Tar del Lazio gettano il piano di rientro nel caos annullando la nomina a commissario dell'ex assessore al Bilancio Silvia Scozzese. Tutto ha inizio con un ricorso presentato da Domenico Oriani, magistrato della Corte dei Conti, subentrato nel maggio 2010 all'allora sindaco di Roma, Gianni Alemanno nella gestione commissariale, contro il decreto con il quale l’esecutivo di Silvio Berlusconi aveva poi affidato quell’incarico a Massimo Varazzani, il commissario governativo al debito del Comune di Roma accumulato fino al 2008. Era il 2010 e l'allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti nell'affidare l’incarico di commissario a Varazzani, reduce dalla Cassa depositi e prestiti, revoca la nomina di Oriani, che fa immediato ricorso.
Nel gennaio 2015 il governo di Matteo Renzi aveva recovato l'incarico a Varazzani salvo poi nominare a fine agosto l'ex assessore al Bilancio della Giunta Marino, Silvia Scozzese, commissario del debito di Roma Capitale "alla luce del fatto che la norma sulla base della quale era stato nominato, nel gennaio 2011, il Commissario uscente, è stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale".
Ora il Tar del Lazio con sentenza della I sezione presieduta da Giulia Ferrari ha annullato il decreto della presidenza del consiglio dei ministri del 27 agosto 2015 con cui è stata nominata Sivia Scozzese" Commissario straordinario per il Governo per la gestione del piano".
La pronuncia dei giudici proprio sulla base del ricorso presentato da Domenico Oriani contro il decreto del Governo del 4 gennaio 2011, con il quale il Presidente del Consiglio dei Ministri aveva revocato la nomina dello stesso Oriani a Commissario del Governo per la gestione del piano di rientro del Comune di Roma, sostituendolo con il dottor Massimo Varazzani," nonché di ogni altro atto antecedente, contemporaneo, successivo e connesso". Contro tale atto Oriani aveva presentato ricorso al Tar, ricorso che era stato accolto. Tuttavia, poco dopo la pubblicazione di tale sentenza il decreto milleproroghe specificava i compiti del Commissario di Governo per Roma Capitale. Quindi “dopo aver dato atto del precedente decreto annullato da questo Tar, chiariva che doveva ritenersi conclusa la fase procedimentale per la quale si erano ritenute appropriate le qualità del dottor Oriani” disponendone la revoca.
Per il Commissario Tronca l'ennesimo caos che si apre in una gestione sempre più kafkiana della situazione amministrativa della Capitale d'Italia.