Roma

Incendio al comune di Pomezia, arrestato un romano: ustioni sul suo corpo

Si cerca il complice della notte del 26 aprile

Arrestato uno dei due responsabili del tentato incendio del 26 aprile scorso al comune di Pomezia. Un cittadino romano di 43 anni attualmente residente ad Anzio e con precedenti penali è stato identificato come uno degli autori del mancato rogo.

 

I Carabinieri hanno nel giro di poco tempo indirizzato le indagini verso l'uomo, che è stato rintracciato ad Ardea. Durante il controllo, le forze dell'ordine hanno notato le grossolane fasciature che avvolgevano la sua mano destra e dopo un'indagine più approfondita e una visita medica, l'ispezione ha confermato la presenza di ustioni e vistose ferite causate dal fuoco.
Nella notte del 26 aprile, infatti, l'incendio non si è propagato all'interno dell'edificio del municipio di Pomezia perché i due criminali hanno commesso un errore con una delle tre bombe artigianali contenenti 5 litri ciascuna di liquido infiammabile. Qualcosa non ha funzionato e uno degli ordigni è esploso prima di essere innescato, ferendo almeno uno dei malviventi. Sul posto, infatti, sono stati rinvenuti indumenti gravemente colpiti dalle fiamme, che l'uomo deve essersi tolto in fretta dopo aver preso fuoco. L’esplosione ha causato consistenti danni agli arredi ed alle apparecchiature custoditi all’interno del locale interessato, ma il rogo è stato soffocato sul nascere e non ha colpito l'intera struttura comunale.
L’arrestato, già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti penali per reati contro il patrimonio e la persona, è stato rinchiuso nel carcere di Velletri: Dovrà rispondere di tentato incendio aggravato ed impiego di congegni micidiali. Proseguono le indagini per trovare il complice.