Roma
L'inciucio tra Pd e Forza Italia. Danno erariale, inferno al VII
Due commissioni speciali inventate di sana pianta per avere una “poltroncina” in più; una lettera delle Corte dei Conti che chiede di avere i documenti per valutare l'eventuale danno erariale e una seconda lettera della Corte dei Conti che “bolla” la prima come un “falso”, tanto da sporgere denuncia e una coda con la quale annuncia di aprire un fascicolo “per danno”. Solo che la seconda lettera è vera. Verissima.
Nella bassa politica romana, il giallo di Natale è servito e fa tremare i polsi ai consiglieri del VII Municipio che rischiano di dover pagare in solido eventuali danni erariali per aver giocato al “risiko della politica”. Soprattutto perché tutto nasce da una burla, ovvero una falsa lettera della Procura della Corte dei Conti che involontariamente ha generato una vera inchiesta.
Il pasticcio del Municipio ha origine nel 2014. Siamo appunto nel VII Municipio, uno dei più popolosi di Roma, disteso tra Cinecittà e i confini del Raccordo. Nove degli undici consiglieri Dem, dopo aver inutilmente tentato di sfiduciare la presidente eletta, decidono di spartire con Forza Italia e Gruppo Misto due nuove Commissioni: nascono così la Commissione Print e la Commissione Legalità e Sicurezza. La prima si occupa di urbanistica
Tutto risale al tentativo, nel 2014, di ribaltare la maggioranza del municipio. Nove degli undici consiglieri Dem, dopo aver inutilmente tentato di sfiduciare la Presidente eletta, decidono di spartire con Forza Italia e Gruppo Misto due nuove Commissioni: nascono la Commissione Print e la Commissione Legalità e Sicurezza. I protagonisti sono il capogruppo Francesco Gugliotta (area dei popolari) , le vicecapogruppo Valeria Vitrotti (area dei "giovani Turchi" di Orfini) e Cinzia Lancia (area "Cantiere Democratico") , Ascenzo Villa ("giovani turchi"), Stella Caccamo e Fabio Belisario (popolari), Rocco Stelitano e Antonello Ciancio (ex dalemiani).
A questi si aggiunge l'ex candidato presidente della Lista Marchini, Cristian Lelli, prontamente scivolato nel PD, e Federica Lenci, “slittato” sulle Lista Civica Marino e finito nel Gruppo Misto. Non fanno mancare il loro voro Umberto Matronola, capogruppo di Forza Italia, e la sua collega di partito, Ilaria Tredicine.
La seconda commissione finisce per essere appaltata a Forza Italia.
Qui si apre il giallo e il balletto dei veleni. Come una saetta a inficiare i lavori della Commissione urbanistica per i piani di recupero integrati in pieno agosto arriva una lettera della Procura regionale della Corte dei Conti che chiede il rendiconto delle spese di ciascuna commissione, partendo dai gettoni di presenza per finire con il numero degli impiegati del Municipio impegnati e il numero delle ore di lavoro destinate all'organismo. Senza avvisare i consiglieri “incriminati” il Municipio confeziona un pacchetto regalo per i giudici amministrativi con nomi, cognomi, gettoni e altro. E aspetta. Si aspetta sino al 20 ottobre, quando la Procura regionale della Corte dei Conti scrive al Municipio denunciando “che l'istruttoria ricevuta è risultata falsa” e per questo è stata presentata una denuncia ai Carabinieri. Poi però salomonicamente conclude: “Ciò premesso si ritiene comunque necessaria l'acquisizione di documentazione in ordine al merito” e così chiede conto di tutte le spese e persino dei consiglieri che hanno avallato con il loro voto la nascita di una commissione inutile.
La notizia finalmente arriva ai consiglieri e si apre una stagione di veleni e di accuse reciproche, tutte riprese dall'emittente digitale Liberi.tv. La storia non finisce: si attendono le conclusione del viceprocuratore regionale Ugo Montella che stavolta il fascicolo l'ha aperto.
LA COMMISSIONE PRINT, I PROTAGONISTI E LE SPESE
IL COMUNE DIFFIDA LA COMMISSIONE
LA LETTERA DEL VICE PROCURATORE GENERALE DELLA CORTE DEI CONTI