Roma

Mafia Capitale, Buzzi svela l'affare di Carminati con Finmeccanica per metro C

Buzzi: “Altro che Mafia Capitale, la madre di tutti gli appalti è la metro C”

E' il giorno dei rapporti tra Salvatore Buzzi e Massimo Carminati nel processo per Mafia Capitale. Secondo giorno di interrogatorio fiume per il ras delle coop che svela la paura di Carminati di essere intercettato per alcuni affari con politici legati a Finmeccanica. E poi esplode: “Ma quale Mafia Capitale, il super business romano è la Metro C”.

 

"I miei rapporti d'affari con Massimo Carminati cominciano nell'autunno del 2011, quando Riccardo Mancini dell'Ente Eur spa mi da' appuntamento al bar Palombini e mi dice che avrebbe avuto piacere se la prossima gara l'avessi fatta con Massimo e il suo gruppo imprenditoriale. Non vedevo Carminati da circa 30 anni, dai tempi del carcere, l'ho riconosciuto subito per via dell'occhio. Cominciammo a frequentarci, dandoci appuntamento in vari bar di Roma, e a diventare amici". E' il ricordo di Salvatore Buzzi, presidente della cooperativa '29 giugno', che ai giudici della decima sezione del Tribunale di Roma racconta dei suoi rapporti con Carminati.

"Lui e' per me un grandissimo amico, un personaggio di grande cultura, gradevolissimo e molto generoso. Con lui era possibile parlare di tutto, affrontavamo sempre qualsiasi discorso. La sua fissazione era che temeva di essere intercettato per i suoi rapporti con Finmeccanica”. Buzzi ha spiegato: “Lui portava i soldi ai politici per conto di Finmeccanica, non so a chi ma temeva che, essendo intercettato, potessi essere intercettato anche io".

Poi in video conferenza dal carcere di Tolmezzo è esploso: “Voi parlate di 'Mafia Capitale' ma dimenticate che l'appalto piu' grosso a Roma e in Italia e' quello della metro C, con Finmeccanica, Gruppo Caltagirone e Toti, e' li' che si concentra tutto. Lui portava i soldi ai politici per conto di Finmeccanica, non so a chi ma temeva che, essendo intercettato, potessi essere intercettato anche io".

Durante la lunga deposizione Buzzi ha parlato anche dei rapporti tra Carminati e l'ex sindaco Gianni Alemanno: "Carminati parlava malissimo di Alemanno, lui si considerava un rivoluzionario e diceva che Alemanno si era imborghesito. Io in carcere, benché dichiaratamente di sinistra, stavo con i fascisti, tra cui Carminati, e mi trovavo bene. Durante la detenzione avrò incontrato Alemanno un paio di volte, ma lui stava in un'altra sezione. Fascisti e missini non andavano d'accordo".

Nel delineare un panorama di corruzione generalizzato nel mondo della politica e dell'impresa, Salvatore Buzzi ha “confessato”: "Io non potevo denunciare: a Roma un'imprenditore che denuncia la politica non lavora più, può pure andare in pensione", sottolineando di aver avviato un percorso "di cambiamento di vita radicale".

Il ras delle cooperative ha ricostruito la vicenda della della gara per la manutenzione del cimitero del Verano, vinta dalla sua cooperativa ma poi assegnata ad altri, e della richiesta di una tangente da 100mila euro da parte dell'allora Ad di Ama Franco Panzironi. Buzzi ha raccontato di aver messo nero su bianco tutta la vicenda già a dicembre del 2009, inviando un documento al suo avvocato, che è stato oggi acquisito dalla Corte, ma di non aver denunciato all'epoca perché altrimenti non avrebbe più lavorato. "Non è che denunci Panzironi e poi quelli di sinistra ti fanno lavorare - ha detto.