Roma
Malagrotta: percolato e biogas fuori controllo, braccio di ferro tra Vadalà e l'amministratore del Tribunale
Una lettera ai dipendenti smentisce l'accordo con la Presidenza del Consiglio per riaccendere gli impianti di sicurezza. E' giallo

Malagrotta: percolato e biogas fuori controllo, braccio di ferro tra Vadalà e l'amministratore del Tribunale
Discarica di Malagrotta: il conto della sua gestione lo pagheranno tutti gli italiani. Ma non subito, perché tra il Commissario Straordinario della Presidenza del Consiglio, il generale Giuseppe Vadalà e l'amministratore giudiziario, Luigi Palumbo è braccio di ferro sul costo totale dell'operazione. Nel frattempo sono stati spenti tutti gli impianti per il recupero del pericolosissimo percolato e dei biogas prodotti dai rifiuti.
La lettera di Vadalà per salvare la discarica dal disastro
Secondo la lettera ufficiale del 26 marzo, il ramo d'azienda della E.Giovi, la società facente capo a Manlio Cerroni e affidata dal Tribunale di Roma all'amministratore giudiziario, Luigi Palumbo, che l'ha portata sull'orlo del fallimento, sarebbe dovuta passare sotto la gestione diretta del Commissario Straordinario della Presidenza del Consiglio, il generale Giuseppe Vadalà.
L'ammnistratore giudiziario: "La vicenda non sarà risolta in tempi brevi"
Ma a sorpresa il primo aprile Palumbo ha inviato un comunicato ai dipendenti con il quale rimette tutto in discussione. Scrive l'amministratore giudiziario: “In riferimento al comunicato sindacale del 28.3.2025 riferito alla riunione tenutasi in pari data presso la Struttura del Commissario Vadalà ed a quella successiva da tenere in data odierna, mi corre l’obbligo nella mia qualità di amministratore giudiziario della E.Giovi S.r.l., di evidenziare che la complessa vicenda non potrà sicuramente essere risolta in tempi brevi. Rimane ferma la volontà dell’A.G. di esaminare le eventuali proposte formali e concretamente perseguibili (allo stato non ancora pervenute), che il Commissario Unico si è riservato di formalizzare nella sua qualità di possessore delle aree e degli impianti in virtù degli espropri completati tra il 19.3.2025 ed il 28.3.2025”.
Dunque, lo Stato è pronto a scongiurare il pericolo che la discarica abbandonata a se stessa possa “esplodere come una eco bomba”, ma le parti non hanno raggiunto un accordo. In ballo ci sarebbe il "conto monstre" presentato al Commissario Vadalà.