Roma
Marrazzo, la lettera di Berlusconi: "Sconsigliai l'acquisto di quel video"
"Ricordo che ero nella mia casa di Arcore e mia figlia Marina mi telefonò dicendomi che a un direttore di un periodico ella Mondadori, credo Alfonso Signorini, era stato offerto da un'agenzia fotografica un filmato che ritraeva l'allora governatore del Lazio, Piero Marrazzo, in situazioni imbarazzanti". E' uno dei passaggi della lettera inviata da Silvio Berlusconi all'avvocato Carlo Taormina, difensore di uno dei carabinieri coinvolti nel "caso" Marrazzo. Il documento, con il quale l'ex premier ricostruisce la storia del video che riprende Marrazzo durante il blitz di carabinieri "infedeli" nel monolocale della trans Natali, è stato depositato oggi in udienza in tribunale. Lo stesso Berlusconi, nella missiva, spiega poi di aver appreso dalla figlia "che il filmato era molto confuso, ma che poteva nuocere gravemente all'immagine di Marrazzo".
"Essendo sempre stato contrario all'utilizzo di siffatto materiale", spiega ancora l'ex premier, "sconsigliai di acquistarlo e ritenni di avvertire il dottor Marrazzo perché potesse intervenire nel modo che riteneva più opportuno per impedire che altri lo pubblicassero". Berlusconi, inoltre, ha aggiunto di "non aver visionato il filmato" e di averne avuto solo "un sommario racconto" da parte della figlia Marina. Ancora, Silvio Berlusconi, ribadisce di "non aver mai ricevuto il filmato" e di non poter escludere di averne parlato con Maurizio Belpietro e Vittorio Feltri, specificando che "se ciò è avvenuto mi sarò limitato suggerire loro di non acquistare il filmato in oggetto". "Non fui contattato da nessuno, all'infuori di Marina, e non ricevetti altra informazione se non il nome dell'agenzia fotografica, che oggi non ricordo, ma che all'epoca comunicai al dottor Marrazzo", conclude Silvio Berlusconi.