Roma

Olimpiadi Roma 2024: nasce il fronte del "No". I Radicali: vogliamo un referendum

Dopo tanta esultanza per la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024, nasce il fronte del no. Una pagina facebook e un sito ricchissimo che parte da una considerazione: non c'è istituzione che si possa sostituire ai cittadini per decidere se ospitare o meno un evento planetario dai costi esorbitanti. Quindi, l'unico strumento  è il referendum.
A guidare la Roma che non vuole le Olimpiadi sono i radicali Italiani e i Radicali di Roma che hanno allestito un sito elegante dove hanno pubblicato un dossier dettagliatissimo sugli effetti delle Olimpiadi. All'indirizzo referendumroma2014 c'è tutta la documentazione che fa sorgere dubbi sugli effetti prodotti dai Giochi Olimpici e una serie di studi inediti.
"Un lavoro - spiegano i Radicali - che attraverso le più autorevoli fonti internazionali dimostra come i Giochi si rivelino quasi sempre un pessimo affare per le sedi che li ospitano e per i cittadini, costretti a pagare prezzi altissimi".
"La candidatura è ufficiale, c’è il sostegno politico e finanziario del governo, insomma sembra già tutto deciso. Invece siamo ancora in tempo per aprire un dibattito sui costi e sui benefici di un progetto che costerà miliardi di euro delle nostre tasse. A Roma servono interventi efficaci, una buona amministrazione, riforme 'olimpioniche', ma abbiamo davvero bisogno di Olimpiadi?", domanda il segretario di Radicali Italiani, Riccardo Magi, "crediamo che una decisione così importante per il futuro della Capitale debba essere presa dai cittadini, per questo chiediamo al presidente Renzi e al Commissario straordinario Tronca di indire un referendum, come è stato fatto in tante delle altre città candidate a ospitare i Giochi e come noi Radicali abbiamo chiesto sin dal primo momento".
"Negli ultimi 50 anni - si legge nel dossier di Radicali Italiani - i budget presentati dalle città in sede di candidatura olimpica sono stati puntualmente sforati. Le spese effettive sono sempre lievitate rispetto alle previsioni iniziali, in alcuni casi anche dell’800%, con evidenti conseguenze sulle tasche dei cittadini. Per i Giochi di Sochi si è raggiunto il picco di 50 miliardi di euro. Per ripianare il deficit derivante dalle spese sostenute per organizzare i Giochi olimpici di Grenoble i contribuenti francesi hanno dovuto pagare una tassa speciale per 24 anni, i canadesi del Quebec lo hanno fatto per 30 anni. I cittadini di Barcellona hanno dovuto versare negli anni 1,7 miliardi di tasse in più. Gli economisti ormai la chiamano 'maledizione del vincitore' perché la città che vince i Giochi non fa che aggravare la sua situazione economica".
"L’assegnazione dei Giochi avverrà a gennaio 2017 cioè dopo le elezioni", continua Magi. "In realtà la candidatura è prima di tutto un diversivo elettorale. In vista delle elezioni, infatti, nessuno ha il coraggio di dire la dura verità sui problemi che dovrà affrontare e risolvere la prossima amministrazione capitolina: dal crac delle aziende municipalizzate come Atac, al fallimento di progetti fuori budget come Metro C. Il sogno olimpico serve a ricomporre il cosiddetto "modello Roma", tra i principali responsabili della crisi della Capitale, mettendo d'accordo potentati politici ed economici, il comitato promotore di Malagò e Montezemolo si muove infatti più come un "comitato d'affari" che come un'istituzione. Non a caso sono stato l'unico della maggioranza in Campidoglio a votare no alla candidatura, contrariamente a Pd e Sel.
Per questo chiediamo alle istituzioni di indire un referendum su Roma 2024. Grazie ai referendum e alla partecipazione attiva dei cittadini Davos, Cracovia, Oslo, Monaco e Amburgo hanno rinunciato alle olimpiadi. A Boston è bastato il dibattito in vista del referendum per fare un passo indietro. Stiamo creando un comitato trasversale di personalità e se la nostra richiesta non sarà accolta, raccoglieremo le firme per indire un referendum popolare. Siamo certi che i romani in buona parte saranno d'accordo con noi", conclude il segretario di Radicali Italiani, Riccardo Magi.

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