Roma

Pomezia sfida Gualtieri: “No al termovalorizzatore di Santa Palomba”

Cinquestelle, Lega, Fratelli d'Italia e Pd votano uniti contro l'impianto voluto da Roma

Davide sfida Golia. Pomezia si erge a paladina del verde e tramite il suo consiglio comunale scegli di dire no al termovalorizzatore di Gualtieri. È stato infatti approvato un Ordine del giorno, a firma del capogruppo del M5S, Massimiliano Villano, che sottolinea la contrarietà di Pomezia alla realizzazione dell'impianto a Santa Palomba voluto fortemente dal sindaco di Roma. 

Sindaco che, come ha ricordato il primo cittadino di Pomezia, Adriano Zuccalà, aveva più volte ribadito in campagna elettorale di non volere un termovalorizzatore per Roma, arrivando addirittura a litigare sui social con Carlo Calenda, all'epoca anche lui candidato sindaco. Il voto sul termovalorizzatore ha ricordato, peraltro, come il Pd sia formato da diverse anime, visto che anche i dem della cittadina industriale hanno votato contro il termovalorizzatore, distaccandosi così dalla politica sui rifiuti di Gualtieri. Oltre a Pd e Movimento 5 Stelle, hanno votato contro anche Fratelli d'Italia e Lega.

Il sindaco di Pomezia contro l'inceneritore di Gualtieri

Con un post su Facebook, Zuccalà ha omaggiato la scelta del consiglio comunale di dire no a Gualtieri e all'inceneritore valutata dal sindaco di Pomezia come una tecnologia vecchia e anacronistica e che contrasta con i principi ecologisti della stessa Italia, visto anche la creazione del ministero per la Transizione ecologica. ''La scelta dell’inceneritore – ha detto Zuccalà -, tecnologia ormai vecchia e anacronistica, va in contrasto con: i principi della transizione ecologica, per la quale in Italia, nell’ultima legislatura, è stato creato un Ministero che ne prende il nome; i principi dell’economia circolare che prevedono condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile, in modo da tendere a ridurre i rifiuti al minimo; i dettami dell’Unione Europea, secondo la quale gli impianti di trattamento con recupero energetico sono al penultimo posto della gerarchia e della tassonomia sui rifiuti che prevede, in ordine, prevenzione, riuso, riciclo, recupero energetico appunto, e in ultima ipotesi, smaltimento in discarica; le linee guida stabilite dal piano regionale per la gestione dei rifiuti, secondo il quale gli obiettivi da raggiungere sono la riduzione della produzione dei rifiuti, il sostegno alla raccolta differenziata e lo sviluppo dell’economia circolare.

Non solo, perché il termovalorizzatore, ricorda ancora Zuccalà contrasta con il Piano Rifiuti della Regione Lazio che “non prevede l’installazione di nuovi inceneritori in alcun territorio del Lazio e che afferma il principio di prossimità. Se l’ipotesi Santa Palomba verrà confermata, Gualtieri non solo dovrà prendersi la responsabilità nei confronti dei cittadini di Pomezia, Albano e Ardea, ma anche dei cittadini romani, perché non facciamo finta di dimenticare che il Sindaco di Roma in campagna elettorale ha negato fermamente la necessità di realizzare un termovalorizzatore e ora, a distanza di pochi mesi, ha già cambiato idea''.

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