Roma
Roma, blitz rinviato nella sede di Casapound. Attesa l'informativa della GdF
Il presidente Iannone respinge le accuse: "Non abbiamo nulla da nascondere"
Sopralluogo rinviato nell'immobile occupato di via Napoleone III, sede di Casapound, per presunte minacce alla Guardia di Finanza. La Procura di Roma attende una informativa da parte delle Fiamme Gialle, ma il presidente di Casapound Iannone respinge le accuse.
Nessun accesso all'edificio, di proprietà del Demanio ed occupato dal 2003, impedito, bensì solo una semplice richiesta di rinvio dei controlli. Troppa stampa e troppi fotografi per gli attivisti di Casapound, che bollano in una nota quanto riportato da alcuni giornali come "ricostruzioni fantasiose", dando invece la propria versione dei fatti. "Nessuno sgombero in vista per CasaPound, nessun danno erariale, nessuna minaccia alla finanza. Lasciano di stucco le ricostruzioni fantasiose di quanto accaduto, o meglio non accaduto, ieri in via Napoleone III - afferma il presidente di CasaPound Italia, Gianluca Iannone - Come Cpi ci siamo limitati a concordare le modalità per un controllo nello stabile che avvenisse nel rispetto dei diritti e della sicurezza delle famiglie in grave stato di emergenza abitativa che vi risiedono dal 2003. Quando però ci siamo resi conto che non era possibile garantire minime condizioni di dignità per i residenti vista l'inopportuna presenza di una folla di telecamere, ci siamo limitati a chiedere che si rinviasse il controllo ad altra data".
"D'altra parte - aggiunge Iannone - CasaPound non ha nulla da nascondere. Anzi, è nel nostro interesse che questo controllo avvenga, perché è il modo per dimostrare che il movimento, avendo solo sede legale nel palazzo ed esplicando l'attività politica in senso stretto nelle sezioni sul territorio, non ha recato danni alle casse dello Stato, mentre i locali di via Napoleone III sono utilizzati in via esclusiva per l'emergenza abitativa. Naturalmente, però, non accetteremo mai che questo nostro pur legittimo interesse entri in conflitto con la dignità e i diritti degli italiani che, proprio grazie all'azione di Cpi, hanno trovato casa in uno stabile che era abbandonato da decenni e che prima del nostro ingresso giaceva inutilizzato e nel degrado più assoluto".