Roma
Caos Roma: Minenna, mie dimissioni perché mancata trasparenza
L'assessore dimissionario della giunta Raggi Marcello Minenna rompe il silenzio su Facebook sui motivi della sua uscita
"Per spiegarle cosa è oggi il Movimento 5Stelle voglio usare questa immagine: è come un pittore che ha rovesciato tre colori sulla tavolozza, li ha mischiati. E adesso cosa può fare? Per tornare a dipingere non può fare altro che cancellare e ricominciare da capo. Ho parlato con Grillo e Di Maio, hanno deciso di farlo". A dirlo è il premio Nobel Dario Fo. Sul caso di Roma, dice Fo, "ho sentito di queste beghe insensate. Non so molto di più, ma una cosa è chiara: nel Movimento bisogna che si cancelli tutto. Occorre che tutto torni ad essere come una pagina bianca. Poi si potrà tornare a fare i conti. E si potrà ripartire da capo". Serve dunque un reset "perché non può più stare in piedi una struttura come la loro, così come l'hanno creata ed è diventata. Vedo le beghe di un classico gruppo politico. E invece loro devono essere altro, devono essere l'opposto. Hanno bisogno di distinguersi nettamente dalle altre forze politiche". Invece, aggiunge, "leggo che sono uno contro l'altro. Vedo uno che tira in mezzo l'altro, l'altro ancora che decide di dimettersi. E poi c'è quello che si ritira perché il compagno di merende ha fatto in un altro modo... Comunque, molto presto ci sarà una cancellazione di tutto, glielo garantisco. La settimana scorsa ci ho parlato. Ci siamo visti con Beppe e con il gruppo dei cinque del direttorio. Ho ragionato con Grillo e con Di Maio. Loro hanno capito che il punto è cominciare da capo. Così hanno deciso e così faranno, vedrete. Non hanno altra possibilità: serve cancellare tutto e ripartire". |
Marcello Minenna rompe il silenzio. E lo fa nel mondo caro più caro all'universo grillino: un post su Facebook. "Pochi giorni fa, ho sentito il dovere di rassegnare le dimissioni dall'incarico affidatomi quando ho percepito quello che definirei eufemisticamente un 'deficit di trasparenza' nella gestione della procedura di revoca di quella delicatissima e nevralgica figura amministrativa del Capo di Gabinetto, vero garante della legalita' e trasparenza nella tecno-macchina comunale".
Minenna poi precisa: "Consentitemi di dirlo nel piu' chiaro dei modi: le mie non sono dimissioni 'arroganti' o di 'solidarieta'' rispetto a quelle rassegnate unilateralmente dalla dottoressa Raineri (nei cui confronti nutro sentimenti di profonda stima). Dimettersi per avere avvertito disagio di fronte a una scelta non chiara, ne' trasparente in ordine alle autentiche dinamiche ad essa sottese (o retrostanti) e', allora, semplicemente un gesto di umilta' e responsabilita': un gesto, divenuto oramai irrevocabile, che consegno alla sindaca Raggi con l'auspicio di un reale chiarimento nell'interesse comune dei cittadini di Roma" scrive ancora Minenna, e "con la coscienza di aver fatto il mio dovere di perseguire interessi generali e bene comune, valori fondanti e cari al M5S".
Minenna ha deciso solo oggi di manifestare pubblicamente sul social network le ragioni delle sue dimissioni, perche' "mi rendo conto che il silenzio non paga e puo' essere frainteso", spiega, citando uno dei fondatori del Movimento 5 Stelle, Gianroberto Casaleggio, il quale "diceva che 'e' difficile vincere contro chi non si arrende mai'. Ovviamente, quella frase alludeva (e allude) a una 'resistenza' attiva del cittadino ai soprusi, al malaffare e alle tante ingiustizie, piccole e grandi, in cui gli capita di imbattersi nella vita quotidiana", continua, e "quella 'resistenza' deve essere ancor maggiore per il cittadino investito di funzioni pubbliche: funzioni che vanno esercitate - ricorda la nostra Costituzione (art.54) - con 'disciplina ed onore'".
Quindi, ragiona l'ex componente della giunta capitolina, "da 'servitore dello Stato' quale ho sempre sentito di essere, ho accettato il gravoso impegno di assessore al bilancio, patrimonio e alle partecipate del Comune di Roma affidatomi dalla sindaca Virginia Raggi, ispirandomi unicamente ai principi sopra richiamati; cosi', del resto, avevo fatto in precedenza in Consob, poi quando sono stato chiamato dal prefetto Tronca a collaborare al risanamento della Capitale e cosi' faro' anche in futuro: perche' non sono ammesse deroghe ai valori di legalita', trasparenza, disciplina ed onore".
Pertanto, "in questi mesi di intenso lavoro ho messo a disposizione dei cittadini e della squadra della sindaca Raggi tutte le mie risorse e competenze tecniche, costantemente ispirando la mia azione esattamente a quei 'valori' non negoziabili di cui mi sento 'portatore sano'", conclude Minenna, e "ho anche, in questi mesi, respinto interferenze e 'compromessi' al ribasso sempre interloquendo con tutti nel rispetto dei diversi ruoli istituzionali".