Roma

Sanità Lazio, schiaffo a Storace: Zingaretti ricompra gli ospedali venduti

Finisce il salasso dell'Operazione Cartesio: la Regione si riprende gli ospedali

Di Luca Lotti

 

La Regione riacquista 16 ospedali venduti nel 2002 dal Presidente Francesco Storace per ripagare i debiti pregressi in sanità.

 

L’intenzione era buona ma la mossa disperata e infatti la storia, come è noto, andò in senso opposto. Sta di fatto che oggi il presidente Nicola Zingaretti ha dato il primo colpo di piccone per smantellare un gran guazzabuglio di finanza creativa conosciuto come operazione Cartesio.

Una cartolarizzazione che sostanzialmente sublimava il gioco delle tre carte: la regione per avere un prestito sul mercato finanziario internazionale e coi ripagare i debiti sanitari sempre più alti, nel 2002, vende 49 ospedali a se stessa cioè ad una società appositamente costituita di totale proprietà regionale, la Sanim. Questa società riaffitta subito le strutture alle Asl che iniziano a pagare un canone.

Le entrate vengono cedute per ottenere il finanziamento milionario sui mercati finanziari di tutta Europa, la cosiddetta operazione Cartesio, ad interessi maggiorati vista l’allora pessima fama della Regione Lazio in quanto a pagamenti e conti a posto. Scadenza del debito 2033, tasso d’interesse 6% annuo. Un salasso vero di risorse regionali a cui ora si mette fine.

L’operazione di riacquisto dei titoli sparsi per il mondo e preparata dall’assessore al bilancio Alessandra Sartore, viene effettuato attraverso un bond Regione Lazio, con scadenza 2043 e valore nominale pari a 469 milioni di euro. Il tasso di interesse passa dal 5,748% al 3,088% e questo produce risparmi sugli interessi per 27 milioni di euro nel 2018, 23 milioni negli anni dal 2019 al 2023 e benefici sul bilancio regionale nel decennio seguente.

Si liberano risorse dalla rendita finanziaria per riportarle nel tessuto produttivo della sanità regionale. Hanno aderito alla procedura di collocamento investitori europei, operanti in Italia, Spagna, Belgio e Uk.

Gli ospedali che tornano ai legittimi proprietari sono: l’Eastman, il Sandro Pertini, Poliambulatorio via Bresaola, Ospedali "C.T.O e Sant'Eugenio”, poliambulatorio "Santa Caterina della Rosa, Presidi di Sant'Agostino, Via San Zaccaria Papa, Lungotevere della Vittoria, Nuovo Regina Margherita. In provincia le Asl tornano proprietarie  dell’ospedale Angelucci a Subiaco, Vittorio Emanuele a Valmontone, San Giuseppe di Marino, Presidio Pasquale Del Prete Pontecorvo, Ospedale di Acquapendente, Belcolle di Viterbo.