Roma
Stadio As Roma, ecco la verità su Tor di Valle: "Raggi sapeva tutto da tempo"

L’amministrazione comunale non aveva il potere ed dovere di vederci chiaro da subito? L'analisi di Cristina Grancio
di Cristina Grancio *
In questi giorni si è parlato della capacità del sindaco Raggi di portare avanti la questione stadio della Roma e di farsi carico delle responsabilità che fanno a lei capo per aver una posizione privilegiata in termini di accesso alle informazioni e sulla condivisione delle suddette informazioni.
Il Sindaco è circondato da un articolato quadro amministrativo di sostegno alla sua azione. Appare opportuno ripercorrere le modalità di gestione anche della sua parte amministrativa, in particolare dei vertici.
Per capire come si posiziona questa amministrazione nei confronti dei suoi cittadini basta vedere come tratta i suoi rappresentanti, ottima sintesi la si ricava dalla Commissione trasparenza, svoltasi in videoconferenza del 24 settembre scorso avente ad oggetto proprio lo stadio della Roma.
All’ennesima richiesta di poter avere copia della Convenzione Urbanistica l’arch. Esposito, Direttore del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica, sventolava al video un blocco di fogli dicendo che la convenzione era quella ed era nella sostanza pronta, ma siccome c’erano ancora delle parti con dei puntini di sospensione - dove andava completato, esemplificava, con il nome del proponente - non potevamo averlo. L’atteggiamento del Direttore fu quasi amorevole, affettuoso, premuroso nel farci capire che non saremo stati in grado, leggendolo, di completare i puntini in sospensione e come una scolaresca l’avremmo disturbata, mimando l’alzata di mano, dicendo, e facendo il versetto: “Cinzia ma questi puntini qui, che significano? Cinzia ma questi altri puntini?...”.
Si intuisce quindi che nonostante siano ben sei anni che la Eurnova di Parnasi sia il soggetto proponente dell’operazione stadio, risulta che qualcosa non sia andato per il verso giusto tale da poter compilare quei puntini di sospensione. Ma quanti anni sono che l’amministrazione investe risorse umane e quindi tempo, denaro intorno a quei puntini di sospensione? Ricordo che depositai un atto di significazione del Giudice Imposimato durante la prima Commissione dedicata allo stadio nel giugno 2017, che ripercorreva anche le criticità societarie degli atti di compravendita tra la SAIS e Parnasi. Cadere dal pero, ora, mi sembra veramente irriverente.
Mi pongo un interrogativo. L’amministrazione, visto che l’investimento per il Comune vale centinaia e centinaia di milioni di euro in opere pubbliche, non aveva il potere ed dovere di vederci chiaro da subito?
Ed ancora, è passato oltre un mese da quando l’amministrazione ha informato la Roma da quello che si apprende dai giornali. Perché questa notizia viene diffusa solo ora? Cui prodest?
* Cristina Grancio, consigliere DemA Gruppo Misto