Roma

Stadio Roma, diktat di Di Maio: “Lanzalone si dimetta. Acea era un premio”

Orfini: "La più importante azienda capitolina diventa merce di scambio"

Luigi Di Maio è perentorio: “Lanzalone si deve dimettere”, ha dichiarato prima della scelta del presidente Acea, caro a Beppe Grillo, di rimettere il proprio mandato.

 

Più che un commento, il suo sembra un diktat, dato che il ministro pentastellato ci tiene a precisare che la carica alla multiservizi idrica era stata attribuita a Lanzalone come “premio” da parte degli stessi 5 Stelle.

"Lanzalone è una persona che ci aveva aiutato a salvare l'azienda dei rifiuti di Livorno, poi era stato brillante nella gestione dello sblocco della questione Stadio, il problema è che poi quando abbiamo deciso di premiare il merito per la sua preparazione amministrativa e attenta alle procedure gli abbiamo affidato la presidenza della più grande municipalizzata di Roma. Quello che è accaduto ieri mi addolora", ha commentato ai microfoni di Rtl 102.5.

Limpida anche la posizione riguardo al “collega” di partito Paolo Ferrara: “Da noi, nel M5S, per reati così gravi non esiste la presunzione d'innocenza. Ieri si è già autosospeso, altrimenti lo avremo espluso noi il capogruppo in consiglio comunale Paolo Ferrara”.

Il gruppo Pd capitolino ha commentato le parole di Di Maio sottolineando come su Roma sia calata una “cappa di smog”: “La più importante azienda capitolina ceduta come merce di scambio del M5S per il lavoro svolto sul futuro Stadio della Roma. Altro che casa di vetro”, scrivono in una nota.

L'opposizione in Campidoglio, inoltre, ha sollecitato il sindaco Raggi a riferire in Aula Giulio Cesare in merito alla vicenda e ai rapporti tra Lanzalone e il M5S.

"La città deve essere messa al corrente subito. Serve la massima trasparenza sulle scelte operate e suoi collaboratori. Sull'opera stadio ci siamo già espressi con il nostro voto contrario in Aula Giulio Cesare alla delibera grillina”, hanno ricordato.

Il presidente del Pd Matteo Orfini è ancora più duro nei confronti del M5S: “Il ministro Di Maio spiega candidamente che la scelta di nominare Lanzalone alla presidenza di Acea fu 'un premio' per aver ben collaborato col Movimento. Acea - spiega Orfini - è una azienda strategica per la città di Roma ed eroga un servizio fondamentale ai cittadini. Amministrarla non è semplice e richiede persone competenti. Invece, per bocca dello stesso Di Maio, apprendiamo che la scelta fu fatta da lui (e non dall'inesistente Raggi) non per criteri di merito ma per ripagare un suo uomo”.