Roma

Successo nel lavoro: il segreto è nelle competenze trasversali. L'indagine

Indagine on line tra quasi 2 mila laureati o laureandi: fa paura il disallineamento tra gli studi e le competenze richieste dal mercato

Che cosa rappresenta il lavoro per i ragazzi di oggi? La ricerca “Universitari e mondo del lavoro” mostra come la next-generation interpreti diversamente il modo di svolgere un lavoro, come trovarlo e come farsi largo in questo mercato.

I millennials e la Gen Z, coloro che nel 2025 andranno a rappresentare il 75% della popolazione globale in età lavorativa, vedono nel lavoro una possibilità di crescita personale e professionale che faccia altresì connubio con le proprie necessità di vita e vada così ad assicurare una maggior sicurezza e stabilità.

“I dati che emergono da questa survey – commenta Gabriele Giugliano, ceo e co-founder di Tutored – ci restituiscono uno spaccato importante di come la next-gen di lavoratori stia modificando, a causa anche di importanti fattori esogeni, non solo la propria concezione di lavoro, ma anche l’approccio stesso ad un sistema che sembra andare ad una velocità diversa e maggiore rispetto al classico percorso di studi. I concetti chiave fanno perno su un approccio al lavoro molto consapevole e diventano “work-life balance” e “digitalizzazione”.”

Il segreto è nelle competenze trasversali

Per le modalità di ricerca di un'occupazione l'indagine sottollinea come il 51% dei giovani rispondenti si affidi a canali online e siti Internet.  Il successo lavorativo pare inoltre possibile solo nell'eventualità in cui si disponga di un numero notevole di competenze trasversali (come ad es. essere proattivi e saper sviluppare capacità di problem solving) ed avere a disposizione una formazione continua che permetta così una maggior aderenza alle necessità del presente.

Zoltan Daghero, Managing Director di Gi Group Temp&Perm si espone in maniera favorevole e vede nella “centralità che i Millennial e la GenZ danno in questa survey alla formazione e allo sviluppo delle competenze è un segnale, a mio avviso, positivo e sono sono i driver principali affinché un giovane sia attrattivo per le aziende e più in generale affinché le persone restino occupabili nel tempo.”

A far tremare, invece, questa nuova generazione sarebbe (per il 55% degli intervistati) la possibilità di un disallineamento tra formazione universitaria, titoli di studio e competenze richieste dal mercato del lavoro, (43%) l’impossibilità di raggiungere l’indipendenza economica per lasciare il nucleo domestico e non ricevere risposta ai molti curriculum vitae inviati.

La ricerca, condotta da survey Tutored (società che cura il dialogo fra studenti/universitari ed aziende) e Gi Group (multinazionale italiana del lavoto) in collaborazione con ODM Consulting (società di consulto per le aziende nelle materie di sostenibilità), è stata svolta su un campione di 1288 laureandi e neolaureati, registrati sulla piattaforma Tutored, tra i 18 e 35 anni.

(Irene Scarinci)