Roma
Suicidio a Roma, detenuto georgiano si uccide in carcere a Regina Coeli

Nel 2021 i suicidi in carcere sono stati 57. L'uomo si trovava in regime di isolamento
Georgiano detenuto in carcere si uccide a Regina Coeli: l'uomo, dopo aver subito violenza da parte di altri detenuti, si trovava in isolamento.
Si è tolto la vita nel carcere Regina Coeli di Roma, dove era ristretto nel Centro Clinico in isolamento perché percosso da altri ristretti, un detenuto originario della Georgia. A dare la notizia è Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.
“Il pur tempestivo intervento dei poliziotti e degli infermieri non ha purtroppo permesso di salvare la vita all’uomo, che era in carcere per il reato di furto. Una brutta e triste notizia”.
Nel 2021 i suicidi in carcere sono stati 57
Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, ricorda che nello scorso anno 2021 i suicidi in carcere furono 57. Proprio il suicidio è spesso la causa più comune di morte nelle carceri. Gli istituti penitenziari hanno l’obbligo di preservare la salute e la sicurezza dei detenuti, e l’Italia è certamente all’avanguardia per quanto concerne la normativa finalizzata a prevenire questi gravi eventi critici”."Fondamentale" sottolinea Capece "è eliminare l'ozio nelle celle. Altro che vigilanza dinamica. L'Amministrazione Penitenziaria non ha affatto migliorato le condizioni di vivibilità nelle celle, perché ad esempio il numero dei detenuti che lavorano è irrisorio rispetto ai presenti, quasi tutti alle dipendenze del Dap in lavori di pulizia o comunque interni al carcere, poche ore a settimana”.
Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria scrive a Cartabia
Da qui il rinnovo dell’invito al Ministro Cartabia di trovare una soluzione urgente ai problemi penitenziari dell’intero Paese: “E’ anche per questo che il SAPPE chiede alla Ministra della Giustizia Marta Cartabia un Capo del DAP che sia orgoglioso delle donne e dei suoi uomini e sia loro vicino per quel che fanno ogni giorno, favorendo politiche penitenziarie che sappiano bilanciare bene trattamento e sicurezza, visto che ultimamente di sicurezza nelle carceri italiane ce n’è sempre meno…”.