Roma
Termovalorizzatore, salta la road map: Acea, sale il malumore degli azionisti


Lo scorso 15 ottobre previsti i bandi di gara, da allora il silenzio. In Acea considerano pericolosa l'esposizione finanziaria da 700 mln
Termovalorizzatore Roma, il progetto del sindaco Gualtieri segna il passo. E sulla road map presentata ad agosto che prevedeva entro lo scorso 15 ottobre la pubblicazione dei bandi di gara, arrivano i primi malumori che si aggiungono ai mal di pancia della politica.
Se Ama ha già acquistato tra mille polemiche per gli extracosti il terreno di Santa Palomba dove potrebbe sorgere l'impianto, è in Acea – seconda candidata naturale a realizzare l'impianto – che si respira aria de freddezza e questo perché i conti non tornano né sui costi stratosferici per la sua costruzione, tantomeno per l'input politico arrivato dal Campidoglio di cercare una soluzione a due con una partnership con l'emiliana Hera, frutto dell'asse Roma-Bologna che tanto piace al Pd.
Il piano finanziario fa paura
Vediamo il lato costi: la stima iniziale dell'impianto è stata calcolata dal Campidoglio e dai consulenti del ministero dell'Ambiente in circa 700 milioni ma il piano finanziario prevede tempi di ammortamento così lunghi e pieni di insidie da costringere la società di piazzale Ostiense ad un'esposizione finanziaria tale da far crescere ai limiti l'indebitamento e ipotecare i dividendi per i soci. Se può andar bene per il Comune di Roma che detiene il 51% del pacchetto azionario, meno per i francesi di Suez che hanno in pancia il 23,3% e a Francesco Gaetano Caltagirone, che già in passato aveva storto il naso di fronte ad un impegno di Acea nel settore dei rifiuti di Roma, considerandolo un asset “poco strategico e remunerativo”.
L'alleanza con Hera piace poco a piazzzale Ostiense
Poi c'è il nodo strategico che preoccupa e non poco. L'eventuale ingresso di Hera, darebbe sì respiro all'investimento, ma sarebbe come un'apertura ad un competitor del mercato di Acea nel Centro Italia e a Suez il grimaldello non piace.
Così per sbrogliare la matassa del termovalorizzatore, in Acea c'è chi pensa ad una strategia di uscita che renderebbe tutto più semplice perché l'impianto già c'è e necessiterebbe di una ristrutturazione molto più veloce ed efficace del termovalorizzatore: quella di mettere mano al Gassificatore di Malagrotta, sì danneggiato dall'ultimo incendio che ha devastato i Tmb, ma con un vantaggio: la nuova tecnologia sperimentata a Malagrotta, potrebbe calmare l'onda aversa dei 5 Stelle e aprire una sorta di pax politica tra favorevoli e contrari alla termovalorizzazione. “Gassificare” è tutt'altra cosa rispetto ad “incenerire”.
Acea: "La risposta precisa è che non abbiamo tempi precisi"
Da segnalare che l'unica presa di posizione di Acea sul termovalorizzatore è stata quella del Direttore Finanziario Fabio Paris che ha gelato ogni aspettativa sul rispetto della road map del sindaco: “Non abbiamo tempi precisi, sembra sempre imminente ma la risposta precisa è che non abbiamo tempi precisi". Più chiaro di così.