Roma

Vittorio Sgarbi condannato, “insulti a un magistrato in tv”: ricorso respinto

La Cassazione condanna Vittorio Sgarbi per diffamazione ai danni di Rosario Lupo

Vittorio Sgarbi condannato in via definitiva. La Cassazione respinge il ricorso: diffamò Rosario Lupo, all'epoca dei fatti giudice per le indagini preliminari di Firenze.

 

La quinta sezione penale degli Ermelli ha di fatto dichiarato inammissibile il ricorso di Sgarbi contro la sentenza di condanna emessa dalla Corte d'appello di Genova nel marzo 2018.   I fatti al centro del processo risalgono al 17 febbraio 2010, quando durante la trasmissione de La 7 'Tetris', Sgarbi, commentando un'ordinanza cautelare emessa nell'ambito del procedimento che vedeva indagato anche l'allora capo della Protezione civile Guido Bertolaso, aveva parlato di "magistrato criminale" e di "intercettazioni illegali". I giudici di piazza Cavour hanno così bocciato il ricorso della difesa, con il quale si lamentava sia l'incompetenza territoriale del tribunale di Genova, a favore di quello di Roma, sia l'individuazione del giudice Lupo come persona offesa.

Inoltre, la Suprema Corte non ha condiviso i rilievi di Sgarbi concernenti l'aggravante "dell'attribuzione di un fatto determinato": nella sentenza, infatti, si osserva che "accusare un magistrato di avere utilizzato intercettazioni illegali evoca un comportamento, deontologicamente riprovevole e giuridicamente scorretto, assolutamente specifico, in quanto relativo all'utilizzazione procedimentale di captazioni effettuate al di fuori dei limiti di legge". Sgarbi dovrà anche pagare le spese processuali, versare tremila euro alla Cassa delle ammende e rifondere le spese di parte civile, liquidate in 2.300 euro.