Medici di Foggia aggrediti: "Basta, serve l'esercito. Pronti a dimetterci tutti"

La protesta dopo i tre casi di violenza nel giro di pochi giorni. Si va verso l’aumento dei presidi di polizia

di redazione cronache
Tags:
cronache foggiamedici aggrediti
Cronache

Medici di Foggia aggrediti, interviene il governo: ampliamento del numero dei presidi di polizia

I medici del Policlinico Riuniti di Foggia minacciano una protesta estrema: "Pronti a dimetterci tutti, qui serve l'esercito". Il pronto soccorso è stato letteralmente preso d'assalto, tre aggressioni al personale medico in meno di una settimana. L'episodio che ha fatto più rumore risale a cinque giorni fa quando una cinquantina, tra parenti e amici, di una ragazza di 23 anni morta poco prima in un intervento chirurgico e documentata anche da un video choc, hanno distrutto tutto e minacciato i medici, costretti a barricarsi in una stanza per evitare il linciaggio. Ieri poi altri due episodi di violenza, con altre aggressioni con calci e pugni ad alcuni infermieri. Adesso il governo - riporta Il Corriere della Sera - ha deciso di intervenire e sta programmando un ampliamento del numero dei presidi di polizia negli ospedali.

Leggi anche: Giù le mani dai medici o i medici mettano giù le mani (e non soccorrano più)

"Non lavoriamo con serenità", dice Fabrizio Corsi, medico di Anatomia patologica in servizio al Policlinico Riuniti di Foggia e segretario aziendale Anaao. "Molti colleghi — continua — vogliono dare le dimissioni e noi stiamo pensando a delle dimissioni di massa. Così i cittadini inizieranno a capire cosa vuol dire venire in ospedale e non trovare nessuno che ti garantisce assistenza". E mentre aumentano giorno per giorno le sigle sindacali del personale sanitario che stanno aderendo alla manifestazione di lunedì prossimo davanti al Policlinico, il governatore pugliese Michele Emiliano ha chiesto al prefetto di Bari, Francesco Russo, la convocazione del comitato regionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Lo scopo è "arrivare in tempi brevi alla sottoscrizione di protocolli operativi omogenei in tutta la regione che garantiscano l’intervento delle forze di polizia in caso di violenza nelle strutture dove lavorano gli operatori sanitari".