Mps, Giorgetti: "Da governo soluzione rapida". Nuovo golpe nella Lega

Dopo esser stato messo nell'angolo all'interno del proprio partito su vaccini e Green Pass,su Mps sembra ripetersi un nuovo golpe nella Lega ai danni di Salvini

di Andrea Deugeni
Economia
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C’è la folle rincorsa di Matteo Salvini alla ricerca del consenso che il partito di Giorgia Meloni sta rubando alla Lega e il pragmatismo del Carroccio che ispira il capo delegazione di Via Bellerio nel governo Giancarlo Giorgetti e dei presidenti delle Regioni del Nord a suggerire soluzioni sensate per mettere fine a problemi che rischiano di deflagrare con maggiori effetti sistemici indesiderati.

Così dopo i clamorosi dietrofront sulla gestione del Covid e sull’obbligo del Green Pass a scuola e nel mondo del lavoro (pubblico e privato), a giudicare dalle dichiarazioni rilasciate dal collega Giorgetti in giornata a Siena dove si sta consumando una tesissima campagna elettorale per le elezioni suppletive (del 3-4 ottobre), il segretario della Lega si prepara ad andare incontro ad un’altra sconfessione all’interno del suo stesso partito.

Anche perché se sui temi del vaccino e del lasciapassare verde, il premier Mario Draghi ha ascoltato prima il numero uno del Carroccio, accelerando poi con l’introduzione dell’obbligo accantonando le posizioni elettorali estremiste di Salvini, difficile che l’ex Bce, su materie proprie e dove in ballo ci sono impegni precisi con Bruxelles (presi dopo il salvataggio del 2017) codificati da direttive, faccia toccare palla a chi propone strampalate soluzioni che si basano su falsi assunti (secondo Salvini, che propone nuove ricapitalizzazioni da parte dello Stato senza impegni di uscita dal capitale, “i bilanci di Mps ora sono tornati in ordine”...).

E poi sul dossier Montepaschi, gestito in prima persona dal ministro dell’Economia Daniele Franco, dove la risoluzione della banca al termine di un calvario con  5,4 miliardi di soldi pubblici già andati in fumo che assomiglia sempre di più alla lunga tragedia Alitalia, rischia di destabilizzare l’intero sistema bancario italiano. Polmone finanziario che, con la ripresa post-Covid avviata, non deve far mancare il proprio decisivo sostegno all’economia reale nell’era del Recovery Plan.

"Questo è un momento cruciale per l'Italia e per il mondo intero, affinchè si possa tutti ripartire al meglio e in modo più sostenibile dopo la pandemia". Lo ha dichiarato il Ceo di UniCredit, Andrea Orcel, in vista delle iniziative All4Climate-Italy 2021, di cui la banca è sponsor. "Il sistema bancario - ha aggiunto - gioca un ruolo cruciale nel sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e piu' inclusiva, e UniCredit è fortemente impegnata nel supportare la nostra clientela e le comunità in cui operiamo, in piena collaborazione con i principali attori coinvolti in questo percorso".

Altri miliardi di euro dei contribuenti italiani per svendere una banca pubblica (e storica) come Mps a un istituto privato come UniCredit, presieduto dall'ex ministro del Pd Padoan, col rischio di far perdere il lavoro ad oltre 8.000 lavoratori. Una follia che la Lega cercherà di bloccare in ogni modo”, ha tuonato Salvini addirittura in una nota ufficiale all’inizio dell’ennesima giornata di campagna elettorale in Toscana, mentre sul mercato gli obbligazionisti scaricavano il debito subordinato di Rocca Salimbeni con pesanti vendite.

"Il 3 e 4 ottobre inoltre - ha aggiunto - si voterà anche per rieleggere un parlamentare a Siena, dopo le dimissioni del banchiere Padoan: sarebbe interessante sapere cosa ne pensa il candidato Letta. Dopo aver perso la faccia su Mps e il simbolo del Pd (che non ci sarà sulla scheda elettorale), ha perso anche la lingua?”.  Il Capitano vuole costruire attorno a Siena, magari aggregando altre realtà bancarie dal recente passato non florido come Carige e Banca Popolare di Bari (una vecchia idea dei grillini), il terzo polo tricolore del credito alternativo al campione nazionale Intesa-Sanpaolo e alla paneuropea UniCredit, un’”operazione che costerebbe allo Stato molto meno della cessione di Mps a UniCredit” e da mettere a servizio di “migliaia di risparmiatori e imprese”.

Soluzione che non pare invece essere immaginata dal ministro dello Sviluppo Giorgetti. Secondo la mente economica della Lega che grazie alla laurea alla Bocconi (commercialista di professione) riesce a comprendere bene i contorni della posta in ballo, a dispetto di lunghe operazioni di aggregazione post ricapitalizzazione, il governo italiano risolverà il dossier Banca Mps in tempi "abbastanza rapidi”.

(Segue...)

Piazza Gae Aulenti a luglio ha avviato trattative esclusive con il Tesoro per valutare l'acquisto di "parti selezionate" del Monte e a una domanda sulle alternative a UniCredit, Giorgetti, consapevole che il contesto di regole e impegni presi con le autorità europee è particolarmente gravoso, ha aggiunto che il suo governo si trova a gestire "un bel problema ereditato dalle gestioni precedenti", ma si è detto "convinto che in scienza e coscienza troverà la soluzione migliore". 

Dunque, “tempi rapidi” e ”soluzione migliore in scienza e coscienza” che lasciano presupporre che la soluzione, in assenza di compratori a meno che non si voglia vendere Rocca Salimbeni allo speculativo Apollo, sia quella incanalata sui binari della cessione al gruppo amministrato da Andrea Orcel, visto che fonti vicine al dossier spiegano anche come le parti siano orientate a trovare un accordo, nonostante alcuni punti di disaccordo come il numero degli esuberi, in un deal che a detta di molti, se non fosse capitato in zona suppletive a Siena dove Enrico Letta si gioca il proprio futuro politico, avrebbe potuto essere già siglato. Epilogo opposto a quello agitato da Salvini.

L’ennesimo, annunciato, smacco nelle quattro mura di casa di Via Bellerio.

@andreadeugeni