25 Aprile, Roggiani (Pd): "Incredibile che questa giornata divida..."

La segretaria metropolitana del Pd Milano sfila in corteo: "Antifascismo valore di partenza che tutti, dalle alte cariche, dovrebbero condividere". L'intervista

di Nicolò Rubeis
Silvia Roggiani
Milano

25 Aprile, Roggiani (Pd): "Incredibile che questa giornata divida..."

"Il tema non può che essere l'antifascismo, un valore di partenza che dovrebbe essere condiviso, a partire dalle alte cariche dello Stato". La deputata e segretaria metropolitana del Pd Milano Silvia Roggiani, in occasione dell'anniversario della liberazione d'Italia dal nazifascismo, sfila nel capoluogo lombardo accanto alla leader Elly Schlein dietro allo striscione 'Nata dalla resistenza'. L'anno scorso al centro delle discussioni c'era la guerra in Ucraina, oggi, invece, l'obiettivo dei dem è "richiamare il governo alla responsabilità" nei confronti della Memoria. "Si riempiono la bocca con parole come ‘Nazione’, ma i veri patrioti sono stati quelli che hanno combattuto i nazisti" commenta Roggiani in un'intervista ad Affaritaliani.it Milano. 

Roggiani, ogni anno polemiche sul 25 aprile, una festa che continua a non unire.
E' incredibile che questa giornata divida. In testa al corteo ci sono sindaci con la fascia di ogni schieramento. Questa è una festa divisiva solo per chi pensa che lo sia. Il 25 aprile iniziò una nuova fase per l'Italia, il giorno dell'orgoglio del nostro Paese. Chi lo reputa divisivo, sono coloro che pensano che il fascismo abbia avuto qualcosa di buono. Ma non è così: non ha avuto niente di buono. L'antifascismo dovrebbe essere scontato, ma non lo è per molti rappresentanti dello Stato.

Si riferisce al presidente del Senato Ignazio La Russa?
Affermare che l'antifascismo non è nella Costituzione è solo l'ultima di una lunga serie di sue prese di posizione, pensiamo anche a come ha riscritto la storia di via Rasella... La Russa continua a confermare un'idea politica che porta avanti da sempre. Il fatto che nella risoluzione votata in Senato non abbiano voluto nominare la parola antifascismo è preoccupante.

Milano rimane la piazza più adatta per affermare questi principi?
Milano città Medaglia d'oro della Resistenza è punto di riferimento di tutta Italia. Scorteremo come sempre anche la brigata ebraica, perché questo corteo racconta di una lotta di liberazione che è stata plurale. E la partecipazione di tante e tanti è la cosa che vogliamo continuare a garantire. Chi vuole bene a questa democrazia, oggi deve essere in piazza con noi. Anche perché arriviamo in una fase storica in cui i testimoni della resistenza sono sempre meno. Non possiamo permetterci di arretrare.

Tra le poche uscite pubbliche, Schlein ha scelto più volte Milano. Le vostre battaglie partono da qui?
Anche l'anno scorso venne Enrico Letta. La manifestazione più importante si fa a Milano. Era assurdo, per esempio, che la brigata ebraica non potesse sfilare come accade a Roma: una cosa indegna. È un bene che Schlein sia qui perché noi ci aspettiamo che questo governo sia saldo nei valori condivisi, cosa che purtroppo non accade ed è un danno per l'Italia. Poi mi faccia dire anche un'altra cosa.

Cosa?
La scelta di fissare il Consiglio dei ministri il primo maggio per discutere del decreto lavoro - che aumenta la precarietà - è una vera provocazione. Siamo in una fase in cui il governo dovrebbe tenere la barra ancora più dritta sui diritti, invece piano piano li sta smantellando.

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