Area B, Regione Lombardia allo scontro con Milano: mozione contro i divieti
Mozione della Lega approvata a maggioranza in Regione Lombardia: la richiesta al Governo di una deroga allo stop alle auto a Milano. Bussolati: "Ipocrisia"
Regione Lombardia contro Milano per Area B: mozione per bloccare i divieti
Sospendere i divieti di circolazione nell’area B del Comune di Milano delle auto diesel Euro 5 e benzina Euro 2. Lo chiede la mozione proposta dalla Lega e approvata a maggioranza (39 voti favorevoli e 9 contrari) dal Consiglio regionale nella seduta di oggi. Il testo, inoltre, invita il Governo ad attivarsi presso l’Unione europea per ottenere una deroga alle limitazioni di utilizzo dei veicoli nel periodo strettamente necessario a superare la crisi economica causata dal caro energia, senza incorrere nell’apertura della procedura di sanzionamento da parte di Bruxelles.
Secondo il “Piano Aria Clima” del Comune di Milano, dallo scorso 1° ottobre dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30 all’interno dell’area B, la maxi-Ztl di Milano, possono circolare solo le auto ibride o elettriche, i veicoli diesel Euro 6 e i benzina da Euro 3. Secondo l'Aci, sono quasi 1,3 milioni i veicoli in Lombardia che non possono entrare in area B. Nel dettaglio, si tratta di: 235mila auto a benzina Euro 2, 449 mila diesel Euro 4 e 592 mila diesel Euro 5. Solo a Milano le auto messe al bando sono 107 mila, mentre per l’area della Città Metropolitana parliamo di 314 mila mezzi.
Cattaneo: "Comune di Milano animato da furore ideologico"
L’Assessore all’Ambiente e al Clima Raffaele Cattaneo ha espresso parere favorevole alla mozione, definendo quello del Comune di Milano un “provvedimento animato da furore ideologico e dalla necessità di fare cassa. Le limitazioni all’accesso in area B sono una decisione autonoma del Sindaco di Milano, al di fuori degli accordi delle Regioni del Bacino Padano. Un provvedimento inopportuno in un periodo di grave crisi e di limitata efficacia in termini di riduzione dell’inquinamento atmosferico. Nasce da un’idea sbagliata: quella di una città chiusa in se stessa come nel Medioevo che scarica gli effetti delle sue decisioni su chi entra a Milano per lavoro, studio o per curarsi e di chi vive intorno alla città”.
Area B, Cattaneo rincara la dose: "Milano controlla solo i non milanesi"
“Area B ha dietro di sé l’idea di una città serrata nelle proprie mura, che controlla ai varchi tutti quelli che entrano in città, mentre non controlla i milanesi che, vivendo in area B, non dovranno superare i varchi e avranno certo poche possibilità di essere fermati per un controllo”, ha aggiunto Cattaneo. “Riteniamo che Area B abbia una limitata efficacia in termini di riduzione dell’inquinamento – ha continuato Cattaneo - pressoché irrilevante per le polveri sottili (Pm10) e poco significative per gli ossidi di azoto (Nox)”.
“Inoltre – ha proseguito - se può avere un senso limitare i veicoli più vecchi (un veicolo Euro0 benzina emetteva 2176 mg/km di Nox e un Euro0 diesel ne emetteva 701) non si capisce perché si debbano limitare i veicoli Euro 2 benzina che emettono polveri sottoli attorno ai 25-27 mg/km, pari agli Euro6 e Nox (395 mg/km) inferiori ai veicoli diesel ancora in circolazione. Analogamente, per diesel Euro5 le emissioni di Pm10 sono molto basse, più che dimezzate rispetto agli Euro4 diesel, e le emissioni di Nox sono in linea con quelle degli Euro6 diesel. Dal punto di vista del fattore inquinante, questi dati dimostrano come non sia giustificabile un divieto di accesso in Area B per i diesel Euro 5 e benzina Euro2”. “Invece, sono molto significativi – ha detto ancora Cattaneo -i numeri dei veicoli interessati che solo in Lombardia superano il milione. Molti di questi appartengono a persone che si devono recare nel capoluogo lombardo per ragioni di lavoro, studio, salute o necessità”.
Area B, Bussolati (Pd): "Provvedimenti non rinviabili, Regione ipocrita"
Alle critiche risponde il consigliere regionale dem Pietro Bussolati: “I dati sugli inquinanti non lasciano spazio a dubbi, sono necessari provvedimenti strutturali e non sono più rinviabili. Gli studi dimostrano che le limitazioni degli ingressi sono efficaci. Dopo 10 anni di Area C le emissioni di PM10 sono diminuite di tre volte e quelle per gli ossidi di azoto di quattro volte. Mentre i giorni di superamento della soglia degli inquinanti sono passati da 152 nel 2005 a 61 nel 2021"
“E la Regione lo sa bene- incalza Bussolati- tanto che ha emanato, in accordo con le altre Regioni del Bacino padano, provvedimenti simili, come quelli entrati in vigore oggi in diversi Comuni della Lombardia dopo che per quattro giorni di fila è stato superato il limite dei 50 g/mu di Pm10. Divieti che si differenziano da quelli di Area B solo per essere estemporanei, non strutturali e come tali meno controllabili, frutto di una logica dell’emergenza, l’unica che la giunta regionale sembra saper seguire. E, per beffa, divieti non derogabili neppure per chi ha il Move-In, frutto di un accordo tra il Comune e la Regione stessa”.
“Quanto dice la Lega è pura ipocrisia- sottolinea Bussolati- Attacca il Comune di Milano in modo strumentale, quando in realtà emana divieti analoghi, solo meno controllabili è meno strutturali, ha condiviso il percorso avviato, prevedendo il Move-In ,ma non garantisce, come è suo compito, la possibilità di utilizzarlo”.
“Pontifica – conclude Bussolati- sui problemi creati da Area B ai cittadini dell’hinterland milanese, fingendo di non sapere che i sindaci di quei centri hanno gli stessi problemi di inquinamento del capoluogo e di questo si preoccupano, non di Area B. Stessi problemi di inquinamento dei cittadini delle periferie che subiscono ogni giorno il passaggio di migliaia di veicoli, con danni gravissimi per la salute, ma che la Regione chiama in causa solo come presunti oppositori di Area B. Solo il Comune di Milano ha il coraggio di emanare un provvedimento strutturale in difesa della salute di tutti coloro che transitano sulla città. La Regione, a parte far polemica, non fa nulla. Neppure quello che sarebbe di sua competenza, delineare una strategia ambientale di lotta all’inquinamento, a partire dall’incentivazione del trasporto pubblico locale. Le condizioni di viaggio sui treni dei pendolari lombardi più volte denunciate, bastano da sole a dimostrare il disimpegno della Regione” .