Attacchi antisemiti alla Vicenzaoro, ma Schlein tace. Forse era al cinema...

Pesa il silenzio della segretaria del Pd dopo gli scontri tra polizia e centri sociali durante la fiera dell'oro di Vicenza. Insorge Fdi

Di Giuseppe Vatinno
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Elly Schlein
Politica

Da Schlein neanche una parola dopo gli scontri alla Vicenzaoro tra polizia e centri sociali

I soliti centri sociali si sono resi protagonisti di un brutto episodio di antisemitismo davanti a Vicenzaoro, la famosa mostra vicentina che è un punto di riferimento della gioielleria italiana apprezzata in tutto il mondo. Qualche giorno fa c’è stata una delle tante manifestazioni “pro Palestina”. Ad un certo punto del percorso, circa 700 manifestanti dei centri sociali hanno improvvisamente cambiato il percorso concordato con le forze dell’ordine ed hanno decisamente puntato la Fiera.

A quel punto è intervenuta la Polizia che ha dovuto caricare usando manganelli e idranti e disperdendo così i facinorosi che urlavano slogan antisemiti. Il sindacato della Polizia Fsp la definisce una “aggressione preordinata”. Che ci fosse la volontà di offendere il più possibile lo chiarisce il seguito del comunicato sindacale perché sono stati utilizzati "artifizi modificati e contenenti schegge metalliche, che dimostrano una chiara volontà di fare più male possibile".

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Ma in tutto questo c’è una grande assente e cioè Elly Schlein che non ha sentito nessuna necessità di comunicare il suo eventuale disappunto per il ricorso alla violenza dei manifestanti dei centri sociali. Così il capogruppo di FdI alla Camera Foti ha dichiarato: “Esprimo la solidarietà dei deputati di Fratelli d’Italia al personale della Polizia di Stato, vigliaccamente aggredito e ferito a Vicenza, nel corso di una manifestazione anti israeliana, da parte di alcuni delinquenti che hanno preso parte alla protesta organizzata dai centri sociali. Quanto è accaduto è gravissimo e merita la condanna unanime da parte della classe politica tutta. Eppure, ancora Schlein tace mentre è stata prontissima a condannare la commemorazione di Acca Larentia".

Poi Foti prende in giro la Schlein chiedendole se fosse per caso al cinema, riferendosi all’episodio accaduto all’ultimo “conclave di Gubbio”, tenutosi peraltro non in un convento ma in un resort a Cinque Stelle, roba da far invidia a un falso pauperista come Beppe Grillo. Già così il silenzio di Elly è inquietante ma lo è ancor di più se si pensa che Elly Schlein è ebrea da parte di padre e che quindi è diretta parte in causa anche se tenta pateticamente di barcamenarsi dicendo di non essere una “vera ebrea” perché appunto lo è da parte paterna.

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Prima della sua elezione a segretaria del Pd, ottenuta peraltro con i voti delle truppe cammellate dei Cinque Stelle in primarie “aperte”, la Schlein ci aveva regalato un altro delizioso cammeo: “Io non sono ebrea, perché come sapete la trasmissione avviene per linea matrilineare. Ma la cosa più folle è il dibattito sul mio naso. Perché non è un ‘naso ebreo Schlein‘ che ho ereditato da mio padre, come scrivono i razzisti nella rete. È un naso tipicamente etrusco”.

Ma al di là se lei si ritenga oppure no ebrea resta il fatto che i centri sociali a Vicenza si sono resi responsabili di un atto gravissimo di intimidazione, cercando di aggredire il padiglione ebraico della mostra. Una vicenda su cui il solitamente ciarliero Nicola Fratoianni di Sinistra italiana e Angelo Bonelli dei Verdi tacciono.