Ddl Zan, Bersani: "Prove scrutinio al Colle". La Russa: "Nuova maggioranza"
"Un colpo molto grave ai diritti e temo una prova generale per il quarto scrutinio per il Quirinale"
Ddl Zan, Bersani: "Prova generale per quarto scrutinio Colle"
Pierluigi Bersani è intervenuto a sua volta sull'ok alla "tagliola" sulla legge Zan, che ha fatto saltare l'esame degli articoli del ddl contro la discriminazione o la violenza per motivazioni di sesso, genere e disabilità. Su twitter Bersani ha scritto: "Sul #ddlZan oggi al Senato un colpo molto grave ai diritti e temo una prova generale per il quarto scrutinio per il Quirinale. E' tempo che il campo progressista prenda piena coscienza della situazione".
Ddl Zan, La Russa: "C'è una nuova maggioranza, non di sinistra"
Ignazio La Russa, FdI, ha commentato così la tagliola al ddl Zan: "C'è una nuova maggioranza in Parlamento. Chi non è in grado di tenere su posizioni ideologiche di prevaricazione perde. Abbiamo impedito una discriminazione di chi a sinistra temeva di venire punito magari con la non ricandidatura. Il voto segreto serve a questo, a evitare che i gruppi discriminino i loro stessi membri. C'è una maggioranza qui come nel Paese, non di sinistra".
La Russa in Aula al Senato, illustrando la richiesta di saltare l'analisi degli articoli del ddl Zan, la cosidetta tagliola - avanzata da Fdi e Lega-, stamattina aveva ribadito che per il suo partito il reale obiettivo del ddl Zan non è punire le discriminazioni bensì quello di introdurre un pensiero unico, che impedisca opinioni diverse "da quelle di una maggioranza parlamentare raccoglitticcia". "Noi di discriminazione subita ce ne intendiamo, per queto vogliamo impedire altre discriminazioni", aveva avvertito.
Sulla nuova maggioranza al Parlamento, a proposito della tagliola, La Russa precisa: "Stiamo parlando di una ventina di senatori che si sono espressi liberamente e non sono pochi. Noi come votavamo lo abbiamo detto alla luce del sole, Idea-Cambiamo si è dissociata dal gruppo Misto che raccoglie, è bene non dimenticarlo, anche diversi ex Cinquestelle. Il Pd non ha fatto bene i propri calcoli, dimenticandosi forse che tra le loro fila ci sono anche diversi senatori cattolici", conclude ipotizzando dove possano annidarsi i 20-22 franchi tiratori della maggioranza che hanno affossato il ddl.