Guerra, "Esercito italiano pronto a difendere confini e democrazia"

Guerra in Ucraina, intervista al sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè

Di Alberto Maggi
Dalla pagina Instagram del ministero della Difesa 
Politica
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Ucraina, l'Italia si stra preparando a un conflitto mondiale? "Assolutamente no"
 

L'Italia si sta preparando a un conflitto mondiale tra la Nato e la Russia? "Assolutamente no", risponde ad Affaritaliani.it il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè. "L'Italia sta facendo quello che deve fare come paese che aderisce alla Nato e in base al mandato parlamentare. Stiamo garantendo i rinforzi che la Nato sta chiedendo e che sono destinati alla difesa dei confini orientali dell'Alleanza mentre aiutiamo direttamente l’Ucraina sul fronte umanitario e militare con l’invio di armi. Quelle che girano in questi giorni sono circolari ordinarie dello Stato maggiore dell’Esercito che attivano i reparti coinvolti in questa operazione Nato a difesa dei confini".

Il nostro Paese, che può contare su quasi 100 mila effettivi nell'esercito e un totale di 160-170 uomini e donne sommando marina e aeronautica militare, "vive con grande preoccupazione quello che sta succedendo in Ucraina. La tensione è altissima, visto che si sta ancora sparando. Come governo stiamo lavorando non solo per evitare un'escalation ma anche per arrivare al più presto alla fine del conflitto. E' però anche nostro obbligo, considerando la situazione internazionale, non farsi trovare impreparati ed essere pronti a difendere i confini e i territori della Nato in caso di escalation. Ma, ripeto, stiamo lavorando affinché ciò non accada".

Insomma, l'Italia non sta entrando in guerra... "Assolutamente no. Nessuno dica panzane. Nemmeno ci prepariamo alla guerra: dobbiamo essere pronti, nel caso, a difendere i confini nazionali e la democrazia, ma nessun soldato italiano andrà a combattere in Ucraina".

Infine, sul progetto di esercito europeo Mulè afferma: "Entro la fine di questo mese sarà operativo il primo battaglione di 5mila effettivi, poi entro il 2025 avremo la cosiddetta bussola strategica di difesa comune. Procediamo con il piano di armonizzare i sistemi europei di difesa mettendo in comune uomini e mezzi affinché diventi presto una realtà effettiva in stretto rapporto con gli assetti della Nato".

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