Istat, la norma "ad personam" per riconfermare Blangiardo (vicino a Salvini)

Il presidente caro a Salvini, va eletto con i due terzi dei voti e non avendo i requisiti spunta un decreto ad hoc per forzarne la riconferma

Politica

Istat, Il decreto ad hoc inserito nel Pnrr per riconfermare il presidente

Il governo vorrebbe riconfermare all'Istat l'attuale presidente Gian Carlo Blangiardo, che guida l'istituto di statistica dal 2018. Ma il placet parlamentare alla nomina del presidente dell’Istat - si legge su La Stampa - richiede una maggioranza dei due terzi, più alta persino di quella necessaria per l’elezione del presidente della Repubblica. Sembra bizzarro ma non lo è, perché l’Istat è chiamato a gestire e a comunicare dati sensibilissimi per l’economia, per l’occupazione e per la finanza pubblica e dunque il suo presidente deve essere – e apparire – indipendente. Delle sue statistiche sono chiamati a fidarsi tutti, in Italia e in Europa. Una preoccupazione che non sembra aver conquistato i cuori e le menti dei governanti. Oggi alle 14,30, nelle ovattate stanze della commissione Affari costituzionali del Senato, la maggioranza si gioca di nuovo una parte della sua credibilità, proprio sulla questione della presidenza dell’Istat.

Nei giorni scorsi - prosegue La Stampa - il governo ha cambiato in tutta fretta le regole del gioco, pur di trainare verso la conferma l’attuale presidente Gian Carlo Blangiardo, molto benvoluto da Matteo Salvini e che ha guidato l’Istituto di statistica dal 2018 ad oggi. Ma lo ha fatto con una norma “ad personam” aggregata a un convoglio improprio: il Decreto Pnrr. Ma pur di assecondare Salvini, il governo ha inserito proprio nel Decreto Pnrr una norma che consente il recupero dei pensionati anche per gli "incarichi di vertice presso enti e istituti di carattere nazionale". Nessi con Pnrr? Neppure l’ombra. Complicato da spiegare fuori dalle Alpi: in Italia non abbiamo nessuno in grado di guidare l’Istat e dobbiamo fare ricorso a un pur valente pensionato. Il via libera del Consiglio dei ministri lascia immaginare che i risvolti politico-giuridici siano stati esaminati e risolti.

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