Energia, Cacciari: "La sinistra mi ha crocefisso perché sostengo il nucleare"

Energia, Cacciari: "Il caro-bollette è colpa di politici e governi. Ecco perché"

Di Alberto Maggi
Massimo Cacciari
Politica
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Energia, Cacciari: "I 5 Stelle non contano niente, mi rivolgo a Draghi e chiedo...". Intervista


Il problema del caro-bollette è frutto della "impreparazione totale della politica e dei governi". Non ha alcun dubbio Massimo Cacciari, intervistato da Affaritaliani.it nella settimana in cui l'esecutivo si prepara a varare l'ennesimo decreto. "Perché non è stata fatta una politica adeguata di scorte e ne abbiamo solo per un mese? Perché quando i prezzi erano bassi non sono state accumulate scorte? Perché i prezzi si formano in modo spot sul petrolio acquistato e non a lunga scadenza? Perché quando i prezzi si abbassano non c'è alcun effetto sulle bollette e invece il rialzo è immediato quando i prezzi sui mercati si alzano? Subiamo i danni dei vizi politici e di una sciagurata politica energetica. Anzi, dell'assenza di una politica energetica", sottolinea l'ex sindaco di Venezia. "Negli Anni '70 l'Italia era all'avanguardia sul nucleare".

Appunto, c'è chi vuole rilanciarlo ora, sulla scia di Macron, con il cosiddetto nucleare pulito... "Cominciare adesso è troppo tardi. Non si improvvisano queste cose". Fu un errore abbandonare la strada dell'energia nucleare? "Io ero nella commissione Industria della Camera e all'inizio degli Anni '80 ho seguito tutte le vicende del piano energetico. C'erano alcune posizioni ragionevoli che sono state travolte dall'ondata demagogica. La politica energetica italiana è stata fondata tutta sul petrolio. Abbandonare il nucleare è stata una scelta precisa della politica, certo che avremmo dovuto continuare su questa strada e io nel PCI sono stato crocefisso per le mie posizioni".

Cacciari argomenta: "Nei primi Anni '80 è stato poi varato il piano energetico con un taglio totale del nucleare. I risultati di oggi non sono solo figli di quelle scelte ma dell'assenza di una politica preventiva, esattamente come sull'epidemia di Covid. Come sempre in Italia quando c'è un'emergenza si corre per rattoppare. Manca ancora oggi in modo clamoroso una politica industriale. Perché non abbiamo scorte per tre mesi? Perché non c'è un ente o un'autorità che controlla i prezzi? Perché quando cala il costo delle materie prime nessuno se ne accorge e quando aumenta le conseguenze si vedono un minuto dopo?".

Ora il governo riprende l'estrazione di gas nel Mar Mediterraneo, scelta che non piace ai 5 Stelle. Che cosa ne pensa? "L'estrazione del gas nel Mediterraneo si fermò perché Ravenna stava finendo sott'acqua. E' scientificamente provato che l'estrazione del gas provoca l'abbassamento del livello del suolo, non c'è più questo problema? I 5 Stelle non contano assolutamente niente, parliamo con Draghi. Mi rivolgo direttamente al presidente del Consiglio: sicuro che non ci sono più le conseguenze che nei decenni scorsi avevano portato all'interruzione dell'estrazione del metano? Se Draghi è sicuro, si vada avanti". Infine il Pd, che punta tutto sulle rinnovabili... "Qualcosa hanno prodotto e si è vista un'incidenza sul nostro fabbisogno. Ma risponda anche il Pd alle domande di prima su approvvigionamento e prezzi".

Quanto alla crisi Ucraina e alla possibile invasione della Russia, Cacciari osserva: "Siamo in una situazione internazionale nella quale l'equilibrio di poteri è molto incerto e va ancora deciso. Non ci sono più due titani e un po' di comparse, oggi gli attori in campo sono almeno una decina. Bisogna essere molto abili e il compromesso, fondamentale in politica, è più che mai necessario. Fare i prepotenti, da una parte o dall'altra, è deleterio. Dopodiché, non va dimenticato che quelle sono terre di confine, di migrazioni, di meticciamenti, come la storia dell'Europa insegna".

 

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