Culture
Mostre/ Villa Reale di Monza: le anime catturate da Steve McCurry











di Simonetta M. Rodinò
La carriera di Steve McCurry, il fotografo americano capace di catturare l'essenza di sofferenze e gioia, ha inizio quando, camuffato sotto abiti locali, attraversa il confine Pakistano per entrare nel territorio afgano controllato dai ribelli, prima dell'invasione russa. Uscitone poi con i rullini cuciti nei vestiti, consegnò al mondo i primi scatti di quel lontano conflitto. Era l'inizio di un lungo viaggio che lo ha portato in giro per il mondo.
All'artista, nato nel 1950 in un sobborgo di Philadelphia, Pensilvania, è dedicata la rassegna "Steve McCurry oltre lo sguardo", da domani alla Villa Reale di Monza. Una sorta di mostra nella mostra, che si snoda lungo i muri dalle decorazioni neoclassiche, le prospettive disegnate dalle porte, le viste sconfinate sul parco, le sale asimmetriche del secondo Piano Nobile della Villa restaurata di recente. Alle centinaia di fughe prospettiche dei corridoi, delle finestre, delle porte e dei camini, si sommano le decine di soglie e scorci che McCurry ha collezionato nel corso delle sue innumerevoli peregrinazioni. Un percorso studiato dai curatori Biba Giacchetti e Peter Bottazzi non in funzione cronologica, ma nell'ottica di lasciare gli spettatori liberi di muoversi nelle varie stanze che si affacciano sul lungo corridoio senza direzione logica o geografica.
Si cammina da un'immagine all'altra affascinati non solo dalle perfette inquadrature, i cui sfondi sono sempre puliti e s'integrano alla perfezione con il soggetto in primo piano, ma anche dai colori caldi. Sono esposte, tutte su installazioni di legno varie per forma e spessore, 150 stampe di grande formato, selezionate tra gli oltre 30.000 scatti visionati: una cinquantina le immagini più famose e già condivise, come il ritratto di Sharbat Gula, la giovane ragazza afgana divenuta una delle icone della fotografia mondiale. Poi, le sequenze drammatiche che testimoniano la violenza e il dolore dell'umanità. Perché si muore in Kuwait, dove saltano in aria i pozzi di petrolio, ma anche in Afghanistan, in Libano o a New York… quando l'11 settembre 2001, il fotografo assiste, dalla finestra del suo studio, alla distruzione delle Torri Gemelle. E ancora, i volti di bambini dall'India al Perù: occhi interrogativi, impauriti, o in lacrime. Occhi curiosi. Qualcuno imbraccia un fucile, altri si puntano la pistola alla tempia: il gioco macabro di un'infanzia negata in una parte di mondo che li usa e li sfrutta. Tanti i ritratti: dalla gente comune ai personaggi famosi. Molti gli scatti esposti per la prima volta: in un gioco di rimandi si scoprono ragazze sull'uscio di casa che sembrano spuntare dalla porta della sala, o interni di abitazioni che si celano dietro il camino di una stanza, dietro una finestra… Una mostra suggestiva e scenografica che ben documenta il grande talento del fotografo, la cui curiosità per il mondo è controbilanciata da una notevole sensibilità.
"Steve McCurry oltre lo sguardo"
Villa Reale di Monza - Secondo Piano Nobile
Viale Brianza 1 - Monza
30 ottobre- 6 aprile 2015
Orari: da martedì a venerdì, dalle ore 10 alle18; sabato, domenica e festivi, dalle ore 10 alle 19.
Lunedì chiuso - Lunedì 8 dicembre apertura straordinaria, dalle 10 alle 18
La mostra sarà aperta regolarmente durante le festività natalizie.
Ingressi: intero 12 € - ridotto 10 €
Il biglietto dà accesso agli Appartamenti privati al secondo piano nobile della Villa, dove è
allestita la mostra, e agli spazi del Belvedere
Informazioni e prenotazioni: tel. 199 15 11 40
www.mostrastevemccurry.it