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Corea del Sud, destituito il presidente Yoon per il tentato golpe. Rischia la pena di morte

La sentenza: "Ha violato la Costituzione dichiarando la legge marziale"

di Redazione Esteri

Corea del Sud, Yoon destituito: ora l'ex presidente rischia grosso

Svolta in Corea del Sud sul caso del tentato golpe di dicembre, il presidente Yoon Suk Yeol è stato destituito dall’incarico per aver ha "violato" la Costituzione dichiarando la legge marziale a dicembre. Lo ha deciso la Corte costituzionale nella sentenza che ha confermato l'impeachment del capo dello Stato. Yoon "non ha solo dichiarato la legge marziale, ma ha commesso atti che violano la Costituzione e la legge, tra cui la mobilitazione delle forze militari e di polizia per impedire all'Assemblea nazionale di esercitare la sua autorità", ha affermato la corte nella sua sentenza.

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Per la legge coreana, adesso l'ormai ex presidente Yoon rischia la pena di morte. Il partito dell'ex presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol ha accettato il verdetto della Corte costituzionale che ha confermato l'impeachment e ha rimosso definitivamente dall'incarico il leader accusato di aver tentato un colpo di stato.

"È deplorevole, ma il People's Power Party accetta solennemente e rispetta umilmente la decisione della Corte costituzionale. Ci scusiamo sinceramente con il popolo", ha affermato il deputato ed esponente di spicco del partito Kwon Young-se. Il leader dell'opposizione, Lee Jae-myung, ha da parte sua accolto con entusiasmo il verdetto. Yoon, "che ha distrutto la Costituzione e minacciato il popolo e la democrazia con le pistole e i coltelli affidatigli dal popolo, è stato licenziato", ha affermato Lee, che secondo i sondaggi è il favorito nelle elezioni innescate dalla destituzione di Yoon e che dovranno tenersi entro 60 giorni.

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